Non mi è chiaro il procedimento tramite il quale io stia attuando questa comunicazione, sempre che di comunicazione si tratti. Potrebbe essere pura illusione; potrebbe non essere reale questa sensazione – che cosa è reale? – e potrei da un istante all’altro ritrovare i frammenti del mio pensiero sparsi nel Cosmo. Cercherò dunque di usufruire di questo stimolo temporaneo (che è soltanto la milionesima parte di ciò che avverto in questo spazio), finchè mi sarà possibile farlo.
Devo anzitutto precisare che non mi è concesso svelare alcun fatto concernente gli anni che il mondo deve ancora vedere. Avverto una sorta di blocco, una presenza estranea che mi impedisce di esplicare. Siamo prossimi al centodiciassettesimo passaggio temporale, nel Ciclo di Anthvath. Poiché mi è difficile esprimere sensazioni di vario tipo, tralascerò tutto il processo che mi ha trascinato in questa nera Spirale Temporale. Non sarei comunque riuscito a spiegare perfettamente i momenti salienti, né a collegarli tra loro, poiché non ho più memoria della mia persona che è stata, e i miei ricordi del Trapasso sono stati scomposti in maniera caotica. Tuttavia, proprio per merito di questa frammentazione la mia mente – o quel che è, poiché in questa locazione non ho forma alcuna – ha acquisito blocchi di memoria che non immaginavo di possedere. Di norma non avrei certo dovuto possederli, visto e considerato che tali blocchi appartengono alle mie vite passate. Ecco quindi che, dalla perdita dell’ultima categoria mnemonica ho appreso – seppur in minima parte – il mio precedente cammino sul Ciclo di Anthvath. Come già accennato, questo si appresta a compiere un’ulteriore rotazione, e con essa cesserà di esistere.
Il vuoto che collega Anthvath al successivo ciclo, dura approssimativamente tredicimila anni, secondo l’unità di misura del mondo che ho abbandonato.
Tuttavia, in questa Spirale dell’Anno Zero, il tempo assume una diversa espressione e viene percepito appena. Al subentrare del prossimo ciclo avverrà una rimescolanza delle dodici galassie adiacenti – collegate alla Spirale.
È curioso il fatto che, nella miriade di impulsi ch’io avverto, vi siano anche schegge di passato e futuro. Queste assumono un significato differente da quello che siamo abituati a interpretare, per via della conoscenza di cui mi sono letteralmente ubriacato, nel momento in cui il mio intelletto è entrato in contatto con la Spirale. Il passato altro non è che il prossimo futuro, e il futuro soltanto un flebile nesso tra le rotazioni cosmiche del ciclo temporale.
Ho ancora un’infinità di dubbi, di domande, che probabilmente troveranno risposta solo fra innumerevoli cicli, e che sicuramente un sano di mente non riuscirebbe a chiarire a se stesso, nemmeno con tutta la logica esistente. Ancora tentenno, dubbioso sulla mia prossima vita, che stando alle mie previsioni è già cominciata. Il tempo reale non è stimabile. Non comprendo il mio ruolo in questa Spirale, ma vi dirò che si tratta dell’insieme totale di ogni coordinata del nostro mondo, nonché l’essenza delle coordinate dimensionali.
Adesso, sento il mio pensiero svanire. Probabilmente, ogni informazione acquisita andrà persa; confido nella corretta ricezione di questa comunicazione. Ormai non dubito più, non si tratta di un’illusione o di un sogno.
Una nuova marea di impulsi affoga la mia lucidità, la mia essenza.
È nuovamente giunto il momento di vivere.
