Strumenti personali

Concorso 2009

Concorso Parole in Corsa GTT

due cuori in una scarpa

di vera durazzo

-Il mio tallone d’Achille? Gli occhi verdi.

Nel sentire questa boiata,mi andò di traverso il sorso del cappuccino che stavo bevendo.

-Ammàzzalo, che razza di ciuccio è questo!

La curiosità mi spinse a girare la testa verso la cassa del bar, da dove provenivano parole e risate.

Uno spilungone in tuta grigio- ferro faceva il cascamorto con la cassiera. -Achille si rivolterebbe nella tomba,se vi potesse sentire, dissi, mentre pagavo la consumazione.

-Chi è Achille? Suo cugino? domandò la cassiera, porgendomi il resto con dita laccate di blu.

-Fareste incavolare anche Baricco, dissi io, fuori dalla grazia di Dio. -E chi è?, chiesero in coro,come se ragliassero insieme Pinocchio e Lucignolo,trasformati in asini.

-Il pianista sull’oceanoooo!Lo ha scritto lui ‘sto film. Urlai, con quanto fiato avevo in corpo.

Aprii la porta e mi rifugiai tra le bancarelle del mercato.

Un dubbio mi rodeva il cuore,mentre osservavo la merce esposta: di chi erano gli occhi verdi?

Di lui? Di lei? Occhi verdi in generale?

Mentre mi guardavo intorno, vidi una bancarella su cui erano allineate decine di scarpe del modello che piacciono a me.

Ballerine.

Paperine.

Rasoterra.

Il massimo della comodità per me. Il massimo della sfiga per altre donne.

Mi avvicinai e ne girai una.

Trentasette. Un’altra. Ancora trentasette.

Compresi subito che era un campionario,Una pacchia per i miei piedi e per il mio portafoglio.

-Ma il venditore dov’è?

.Vado a chiamarlo, rispose il formaggiaio.

Arrivò subito ed era in tuta grigio-ferro. Gli occhi verdi erano suoi.

-Porta il trentasette, signora? Le vuol misurare?

-Lo farei volentieri,ma non ho le calze.

-Non c’è problema.Non si muova di qui. Anzi, mi sorvegli il banco.

Quando tornò,vidi con orrore che aveva in mano una scatoletta di cartone marrone, tipica dei collant.

-Ecco. Il problema è risolto.

-Bravo! A scuola si insegna che la vera intelligenza è risolvere un problema.

-E sto cretino vorrebbe farmi infilare il collant in mezzo al mercato? Pensavo,mentre lui apriva la confezione e tirava fuori…i gambaletti!

-Sia ringraziato il cielo. Non è così cretino come sembra,dissi fra me, con un sospiro di sollievo.

-Se ne infili una.

-E la borsa dove la appoggio?

-Qui sulle scarpe. Non patiscono.

-E io dove mi appoggio?

-Si tenga a me.

-Buongiorno,prof! Sentii alle mie spalle.

L’idea di infilarmi una calza,sostenuta da un tipo simile, mentre nugoli di ex e attuali allievi mi circondavano, mi faceva girare la testa . e non solo quella.

-Ma ti sembra che io mi possa appendere al tuo collo, come una scimmia alla liana?

Decisi di rischiare il disastro e scelsi un’altra soluzione…mi appoggiai al banco con la mano sinistra e con la destra mi infilai il gambaletto. Un po’ alla scagassa.

Presi una scarpetta verde smeraldo, tipo quella scelta da Michelle Obama, tanto per intenderci. Calzava perfettamente.

-Le sta proprio bene, disse lui,con l’aria di chi parla a Cenerentola. Gli occhi verdi scintillavano come bottoncini di paillettes.

-Mi piacciono davvero,dissi, me le incarti.

Pagai e partii con il mio pacchetto. Dopo aver percorso trenta metri, udii dei passi affrettati.

-Signora,le ho dato due sinistre.

-Meglio due sinistre che un sinistro,risposi.

Lui capì al volo questa volta. Era un boxeur dilettante.

E fu così che i nostri cuori salirono sullo stesso ring.