"Il cuore è irrazionale, non puoi ragionarci. Alla fine però è la testa a rendere assurdo il dolore”.
Che cosa vuoi da lui?
Cosa pretendi da Amore?
Perché speri ancora che risponda alle tue mute richieste?
Forse perché tu sei un folle savio che vive un po’ di qua e un po’ di là.
Chi meglio di te può comunicare con Amore, quel genio alato che porta con sé ardore e pazzia?
Non sai neanche tu cosa ami.
Non capisci da cosa scaturisca il tuo opprimente desiderio.
Non lo sai e la tua vita continua ad oscillare tra la favola e l'incubo.
Un giorno Amore venne da te.
Ti raggiunse nel sonno, quando la tua anima è più reattiva che mai e plasma desideri pescati dall'immaginazione.
E' piovuto su di te, scorrendo poi come pioggia di miele tra le tue membra.
Per un attimo ti sei sentito anche tu un dio.
Perché l'Amore non è mai come lo si immagina nel fiore della giovinezza.
Non è la pornografia dei sentimenti che ti sbattono in faccia tutti i giorni, in qualunque maledetta occasione.
L'Amore non è mai grazioso, mai delicato. Non è una rosa. Non è un soffio.
L'Amore è un vulcano che erutta rabbia.
E' una tempesta che schiaffeggia l'oceano.
E' il sangue che, allo stesso modo, ti urla nella testa.
Ma pur sapendo tutto ciò tu, ancora, dici che non è abbastanza.
Eros dunque si siede di fronte a te e ti osserva in attesa di risposta.
Lui è sempre curioso di sapere cosa ne pensi di tutte le sue arcane magie.
Cosa sarebbe abbastanza per te, folle savio?
E' questo ciò che vuoi: vuoi che ti mettano finalmente in catene per interrompere questo tuo incessante vagabondare.
Pretendi chiarezza, onestà di giudizio.
Disprezzi la pietà di un amore inginocchiato sotto una campana di vetro. E' l'essenza che brami.
L'essenza del corpo e della mente.
L'essenza di un corpo che torna immacolato e vergine ogni volta che lo sfiori.
L'essenza di una mente divina.
Ardi nell'attesa di strappare i sogni dal cielo con l’immediatezza di un battito.
Sai che così perderanno la loro perfezione, ma non ti importa.
Tu sei un folle superbo ed incauto che sfida l'Iperuranio.
Continuerai a strappare stelle per lavorarle come solo tu sai fare.
E le brucerai, le batterai, le disperderai in una pozza d'oro fuso finché non avrai ricreato la perfezione.
Una di queste stelle sarà la tua donna.
La stessa giovane, sfuggente donna che ti appare in sogno.
La stessa che ti toglie la paura delle bestie dell’inconscio.
E' questo ciò che vuoi.
Ridi seduto a terra con le tue piccole stelle fra le mani.
Ma cosa stai facendo?
Amore è divertito ed impietosito.
Ma ti è parso di cogliere un barlume di paura nei suoi occhi di fuoco.
Sei stanco di tutto questo.
Stanco dell'attesa, stanco di voler qualcosa che ti spetta di diritto.
Il Dio ti ha creato per desiderare qualcosa che non sarà mai alla tua portata.
Ti ha fornito anche gli strumenti per dar vita ai tuoi sogni.
Ma nonostante tutto, tu non ce la farai mai.
Rimarrai con le tue stelle nere senza cielo.
Amore ostenterà la sua perfezione osservandoti con gli occhi di un'imperturbabile statua di alabastro.
Tu tenterai di scalfirlo lanciando le tue stelle cadute, convinto più che mai che quella perfezione sia del tutto illusoria.
Le tue lacrime fioriranno in diamanti.
Ma li calpesterai perché nessuno possa vederli.
Non chiedi tenerezza. Ma non significa che tu non la voglia.
Ottieni sempre ciò che vuoi, ma non lo possiedi mai veramente.
Alla fine della storia tu ami, ma mai incondizionatamente.
Desideri per poi ripudiare.
Ti ubriachi la mente di pensieri per poi dimenticare tutto.
L'Amore è ricerca di qualcosa che non esiste. E' la libertà di rendersi schiavi in nome di un ideale.
L'Amore è lo scudo con cui pari i colpi dell'avversario e la forza con cui li incassi.
Ma è anche la spada nemica che quando trova una breccia ti si affonda nel cuore.
Fuori piove.
Stanotte niente stelle.
Concorso 2009
Concorso Parole in Corsa GTT
L'amore di un folle savio
di Carlotta Papandrea
