Seguendo un vecchio che dice di fare oggi quello che non potrai fare domani, Oggi era del consumismo voglio raccontare i miei primi dieci anni di vita. Dopo un anno e mezzo quando cominciavo i miei primi passi, con lo scoppio della guerra, per denutrizione, le mie gambe si sono bloccate. Mio Padre come invalido del (15-18 )non era più in grado di mantenere la mezza covata di figli che sono rimasti in vita. Io costretto su una sedia, vicino ad’una finestra ero diventato testimone di tante cose. La mia abitazione di fronte avevo una lunga discesa, poi un 4 chilometri di salita vi era è Caltanissetta. La città non si vedeva ma di tramonti ne ho visto tanti, che con le canzoni che imparavo dalle mie sognanti sorelle ne ho, cominciato a capirne l’importanza.
Potevo fare da testimone ad’un asino, si perche il suo padrone quando tornava dalla campagna, era sempre ubriaco lo legava ad’un anello al muro e con un bastone lo ammazzava di botte, parlandogli, e bestemmiando come un turco, ero testimone dei bombardamenti. Come delle persone che vedevo correre come pazzi, dopo il primo aereo che passava. Ma era già l’ora che prendevano me in braccio e mi portavano In una grotta tutta affumicata per il formaggio che ci facevano essendo dei i pecorai. li si trovava già una vecchietta con la corona in mano. E tutte le altre donne vestite di nero pronti a dire il rosario. Il bello era che aveva una bacchetta vicino per darla in testa a noi piccini se ci addormentavamo. Invece era proprio lei a ciondolare la testa ad’inizio preghiera. Ricordo che la scena era proprio triste, vedere tutto quel nero e i visi smunti.
Alle più giovani, a cui si vedeva un po’ di decolté, si notava come in tutti i colli pieni di morsi degli insetti di quel periodo, come pidocchi, pulci e cimici. Le zecche per chi aveva la stalla in casa, con gli animali, le distribuivano loro al paese.
Con il D.D.T. abbiamo cominciato a non grattarci più così che abbiamo visto sparire quegli antipatici puntini rossi in tutto il corpo.
Il migliore shampoo era un pettine finissimo bianco d’avorio o di osso, dai denti di questo pettine quei parassiti non passavano, in più una bella passata di petrolio e sapone di Marsiglia. Ricordo che ad’un certo punto in tutto il Paese sotto le scritte delle vie vi era la scritta D.D.T. ciò indicava che quella strada era stata disinfestata.
Per quando riguarda me.
Qualsiasi politica prevalga in Italia non dimenticherò mai gli Americani e quello che son stati per me e per L’Italia intera. Chi mai potrà dimenticare ciò che è valso per me l’olio di fegato,di merluzzo, la farina lattea, la carne in scatola, e le gallette.
Con questi ingredienti io ho cominciato a Camminare, stavo quasi sempre solo in casa. La sedia dov’ero seduto,si trovava nel mezzo tra il letto e una catasta di legna formata da tante fascine che mio padre con tanta fatica faceva la scorta per cucinare. Da queste fascine mi facevo dei bastoni per fare i primo passi, non appena rientrava qualcuno con tanta gioia gli cercavo di farle vedere fin dove ero arrivato .
Poi cominciò la gara dei bei sorrisi come quello di Antonella Lualdi per la pubblicità Colgate, Virna Lisi per la Palmolive, e tante altre. La cosa più bella è che cominciò a vedersi anche il sorriso delle persone, purtroppo per me e la mia famiglia non riusciva ad uscire nessun sorriso. Io a scuola cominciai ad andare con un anno di ritardo dato la mia malattia, poi causa un ascesso all’inguine non frequentai la scuola per due mesi e non superai la terza elementare. Uno dei miei fratelli, per divertirsi propose a mia Madre di mandarmi a lavorare e col guadagno comprare radio e giradischi per affittarlo dietro la propria sorveglianza, così da dare a mia Madre il ricavato. Bé la cosa non andò proprio cosi, si prese questa radio e giradischi ma “sotto sotto” il fine era tutto un’altro. Al mio paese vi era l’usanza che i futuri sposi cominciavano a ballare in casa circa un mese prima. Si spargeva la voce, l’indirizzo degli sposi e come la catena di S. Antonio, uno invitava l’altro fino agli ultimi giorni cosi dopo settimane di ballo a casa degli sposi si sentivano in dovere di fare ognuno il proprio regalo. Tra i giovani questo era l’unico modo per conoscere una ragazza. Così mio fratello che durante queste settimane si era divertito chiedendo acconti, alla fine era lui a trovarsi in debito. Mia Madre che contava su quei soldi rimaneva tutte le volte delusa perché non ricavava niente. Ed io che dalla mattina alla sei andavo a lavorare da un fornaio, cominciavo a portare il pane ai negozi fino le nove. Poi andavamo a prendere il pane crudo delle famiglie e si riportava cotto fino alle sette di sera per cento-trenta lire e mezzo chilo di pane.
Vi lascio immaginare, io brutto anatroccolo con i piedi ultra piatti che fino a qualche anno prima non riuscivo a camminare, invece ora portare dai dieci ai trenta-cinque chili dentro una gerla sulle spalle, o su una tavola in testa girando per tutto il paese con un paio di zoccoli di legno per niente ortopedici.
Ah! nascere vent’anni dopo…
