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Concorso 2009

Concorso Parole in Corsa GTT

luce.

di Costanza Battaglini

 

Luce.

Non quella fastidiosa, accecante, artificiale (si sa, la luce è nata da sé, le altre sono imitazioni riusciste male).

Dicevo… un luccichio delicato, quasi impercettibile, una trasparenza senza imperfezioni, un sussurro di limpidezza.

Ma da dove viene? E perché ora si trova così bella e sola tra fumo denso e scuro?

Potesse pensare si chiederebbe il perché della sua esistenza così solitaria, penso anche che crederebbe di essere una nuvola.

Non essendoci specchi in cielo, la sua perfezione non può essere rimirata né da lei, né da qualsiasi altra forma vivente. Sempre che ce ne siano.

Ma così come il vento ha gli occhi, si dà il caso che quest’essere abbia sentimenti.

Forse è un male, forse è un bene.                                      

Forse un’esistenza così piccola per un cuore e un cervello tanto grandi, risulterebbe pericolosa.

Ma a questo non pensa.

Dove si trova?

Ovunque si giri non riesce a identificare un punto fisso, tutto si muove, tutto è infinito.

Sarà l’inferno? Il paradiso? Che abbia vissuto ma non se lo ricordi? Una vita sprecata in questo caso…ma se la sua vita iniziasse proprio tra la grandezza del cielo?

E’ bastato questo pensiero, forse il cielo non è d’accordo…non pensavo potesse diventare così nero, e così rumoroso.

Fuggi!! (“Ma dove vado?”) Lontano (“per quanto lontano possa andare chi mi indicherà la giusta direzione?”)

Silenzio.

Forse è tutto finito.

Appena l’idea le sfiorò la mente,  cominciò a sentirsi triste, che così triste non lo era mai stata (Certo stava vivendo da poco).

Sentì come se non potesse più volare, e si lasciò andare.

Giù…sembrava che il vento la volesse accompagnare. (“Dove...?”)

E fragile chiuse gli occhi.

Attorno, tante come lei. Ma non se ne accorse.

“Prima o poi mi fermerò, mi scioglierò, così come sono nata, morirò”

Passarono giorni, ore, minuti o forse solo secondi.

E non aveva il coraggio di guardare.

Se l’avesse fatto si sarebbe accorta che come lei, tanti altri piccolissimi lucenti cristalli stavano scivolando.

Chi vedesse questa scena dall’esterno, (cosa abbastanza improbabile, a meno che non sia un angelo…) penserebbe di essere in una di quelle stanze con mille specchi.

Uno spettacolo così bello che ti lascia stupefatto al solo immaginarlo.

Uno scenario pieno di luce (la semplicità di questa parola non descrive neanche lontanamente il suo splendore), di colori, ma di quelli ancora mai visti, di quelli che l’uomo non ha ancora inventato. Di quelli che farebbero invidia a un arcobaleno o a un’aurora.

Il nostro piccolo cristallo non sa di essere parte di uno scenario così…indescrivibile!

Ma è già pronto tutto a cambiare.

Apre gli occhi e si sente cullare.

Alza lo sguardo e vede il cielo.

E sente di esserne parte, sente di possedere tutte quelle stelle che ora vede brillare…e che sulla sua superficie, ora si vedono, ora si increspano.

“E da me ora nasce il sole, galleggia la luna, specchio del cielo, e ancora una volta mi accarezza il vento…”