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Concorso 2009

Concorso Parole in Corsa GTT

Il ritorno

di Cristina Alì

 

Quel pomeriggio Luca, ancora alle prese con un lavoro da consegnare e un computer impazzito, non si sarebbe mai aspettato il suo ritorno. Vedendola lì, davanti alla porta, ripensò a ciò che aveva cercato di dimenticare negli ultimi due anni. Rivide i momenti in cui ancora aspettava un suo ritorno e quando, capendo che non sarebbe tornata, aveva rinchiuso tutti i suoi oggetti in uno scatolone, e lo avevo riposto in soffitta, insieme ai ricordi di tutta una vita, poiché, in fondo, Marzia era stata tutta la sua vita.

Si erano conosciuti da bambini e dal giorno del loro primo incontro non si erano più lasciati. Avevano frequentato le stesse scuole, letto gli stessi libri, ascoltato la stessa musica, e, capendo di non potersi separare, si erano iscritti nelle stesse scuole. Vivevano egoisticamente l’uno per l’altro, poiché niente poteva allontanarli e nessuno avvicinarli. Ma ben presto capirono che ciò che li legava davvero non era amicizia o amore, ma qualcosa di più profondo, un qualcosa che gli costringeva a stare insieme anche in quei momenti in cui che avrebbero preferito vivere da soli. Tutto questo fino a quella sera di due anni fa.  Era autunno e aveva piovuto a dirotto. Luca, tornando a casa dall’ufficio  aveva notato per strada un gattino nero, talmente piccolo che si sarebbe potuto tenere in una sola mano, fradicio per la pioggia, che lo fissava intensamente, come se volesse preannunciargli qualcosa. Vedendolo Luca  aveva sentito un brivido corrergli lungo la schiena, e, preoccupato, si era affrettato per raggiungere casa. Giunto davanti al portone lo aveva aperto ed era entrato. Aveva salutato la portinaia, che, come risposta, aveva grugnito qualche sillaba nel sonno. Aveva preso l’ascensore e arrivato davanti all’appartamento che condivideva con Marzia, aveva girato lentamente la chiave nella toppa, per farle una sorpresa. Entrato in casa, però, aveva trovato qualcosa che non si sarebbe aspettato. Tutte le finestre erano aperte, il pavimento di marmo era, ormai, molto più simile ad una piscina che ad un luogo su cui poter camminare. La stanza era completamente a soqquadro, le foto, i sopramobili insieme al loro unico computer portatile, erano rovesciati per terra. Ma proprio mentre osservava quella scena di caos, che aveva visto sotto la finestra del soggiorno Marzia, raggomitolata su se stessa, in preda a forti convulsioni. I capelli, neri e lisci, le scendevano lungo la schiena come se fossero stati tentacoli pronti ad afferrare la loro vittima. In quel momento il viso, bagnato dalla pioggia e dalle lacrime, racchiudeva in sé una bellezza innaturale. Le labbra, sottili, erano semiaperte e gli occhi, grigio-verdi, fissavano il divano, non vendendo nient’altro che il vuoto. Luca, spaventato da quella scena, le si era subito avvicinato, e l’aveva stretta forte a sé, incurante del freddo e dell’acqua che penetravano dalla finestra aperta. Dopo pochi minuti, Marzia aveva smesso di tremare, e presa da una nuova forza, si era alzata in piedi fissando Luca, ancora seduto a terra con le braccia a stringere l’aria.

- Non ti sopporto più, capisci? Con te vicino non c’è abbastanza aria!- aveva detto Marzia mentre altri oggetti si frantumavano per terra. Un frammento di vetro aveva colpito Luca, ma lui, incurante del dolore si era avvicinato a Marzia, che con una mossa repentina, si era allontanata dicendogli: - Stammi lontano!- ed era scappata, uscendo di casa per non tornare più. Luca l’aveva cercata disperatamente,  ma nulla era valso a trovarla. In fondo, era sparita così, senza una spiegazione, senza un motivo, come se il nulla l’avesse inghiottita.     

Ma adesso, che aveva di nuovo l’opportunità di vederla, di starle vicino non credeva ai suoi occhi . Si alzò in piedi e fissandola attentamente disse:- Marzia…-

Marzia non era cambiata molto dall’ultima volta, ma nei suoi occhi c’era qualcosa di strano, una luce che brillava pericolosa nelle sue iridi grigio-verdi.

- Luca, mi dispiace…- così dicendo, gli si avvicinò e gli sparò due colpì con una carabina nera, custodita fino a pochi minuti prima nel suo imperniabile grigio pastello .

Luca si rovesciò a terra, gli occhi spalancati per il terrore e la sorpresa.  Marzia si chinò e gli strinse forte la mano piangendo fredde lacrime sul suo viso.

Dopo pochi minuti la mano di Luca allentò la presa e Marzia capì che ormai era tutto finito. Baciò per l’ultima volta quelle labbra che aveva tanto desiderato negli ultimi due anni, e con addosso la sensazione di essere rinata , fuggì di nuovo dall’uomo che aveva amato e odiato per tutta la sua vita.