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Concorso 2009

Concorso Parole in Corsa GTT

oblio

di Valentina Bergero

Lele sapeva che c’era in lui qualcosa di diverso.Fin da piccolo giocava con le bambole, prendeva gli abiti e i gioielli della madre, li indossava e stava ore a contemplarsi davanti allo specchio, e si sentiva brutto.Crescendo i ragazzi non facevano che prenderlo in giro ma Lele non li ascoltava nemmeno.I suoi stessi genitori intuendo le sue inclinazioni tendevano a maltrattarlo.Era un vero tormento.

Un giorno Lele aveva corso a perdifiato alla stazione convinto ormai che avrebbe perso il treno.All’inizio delle scale per il sottopasso era inciampato nei gradini. Sarebbe ruzzolato ma due braccia forti l’avevano fermato e si era trovato abbracciato ad un ragazzo bellissimo e sorridente di nome Alex.Lele ebbe un colpo di fulmine.Scoprì di dovere prendere  il suo stesso treno e con loro c’era Manu, un ragazzo che viveva con Alex.Lele fu invitato al bar.Era estasiato;sperava che non si accorgessero della sua omosessualità, o forse già se ne erano accorti ma non gli importava.Di certo erano eterosessuali, purtroppo.Al bar ad aspettare Alex c’erano due amici,Danilo e Febo.Lele rise molto e parlò poco ma si sentì la regina della cricca.Tutti erano stati gentili e lo avevano accettato subito.Quando uscirono pioveva a dirotto.Febo e Danilo si fermarono ancora al bar, mentre lui e Alex corsero sotto la pioggia per attraversare la strada e si fermarono ridendo sotto i portici.Lele sentì qualcuno urlare il suo nome:era Danilo, che li seguiva più fradicio di loro, tenendo in mano il borsello che Lele aveva lasciato al bar; e fu un nuovo motivo di riso.Poi si lasciarono dopo essersi dati appuntamento allo stesso locale per il giorno dopo.Così si ritrovarono il pomeriggio seguente, e quello dopo ancora e ancora,e Lele era sempre meno introverso.

Un giorno Alex non si presentò al bar.Gli altri parvero non preoccuparsene;in quell’occasione Lele si sentì un pesce fuor d’acqua e se ne andò presto.Il mondo ricominciava ad incepparsi. Forse Alex si era fidanzato.A cena non toccò cibo.Dopo,gli veniva da vomitare.Prese coraggio e andò a citofonare a casa degli amici.

Manu lo fece entrare pigramente.La casa era piccola, puzzava di cherosene, era un posto decisamente sporco.Lele non l’aveva sognata così.Entrò nella camera da letto, e vide Alex con una retina in testa.Era scoppiata la stufa, gli disse Manu, per quello c’era odore di cherosene.Alex stava bene ma per sicurezza aveva dovuto mettersi quella roba in testa. Alex non parlava.Lele ne fu terrorizzato e pensò “Alex ha capito che sono omosessuale e ora non vuole più vedermi”, e pregò Manu di aiutarlo a capire.Manu allora gli mostrò una siringa: era solo quello, eroina, e il problema era la droga, non lui!Lele tornò a respirare.Sorrise e andò da Alex.Lo abbracciò poi gli disse che quel pomeriggio al bar Danilo aveva preso l’assenzio ed era buonissimo.Alex rispose con una risata e tra loro non cambiò nulla.Da Manu poi venne a sapere che l’amico si drogava da tempo, ma non gliene importava nulla.Conobbe molti altri loro amici, tutti tossicodipendenti,ma nessuno mai gli propose di drogarsi né lo fece sentire escluso, perché erano tutti gentili, e disperati per un motivo o per l’altro.Lui voleva bene a tutti.

Passò un mese.Alex giornalmente si stordiva di eroina.Poi si sdraiava, stava zitto, ma Lele si sedeva sul bordo del letto e chiacchierava come se l’altro fosse stato vigile e attento.Lele si faceva pensa da solo e chiaramente la faceva anche agli altri.Ora all’appuntamento pomeridiano al bar si era sostituito il ritrovo in casa, e mentre tutti erano in sala a chissà che fare, lui e il suo idolo se ne stavano in camera, ma questo sembrava non interessare a nessuno.Lele aveva smesso di chiedersi se avessero capito o meno la sua omosessualità.

Un giorno quando Lele suonò il campanello non aprì nessuno.La casa e la via d’intorno ancora puzzavano di cherosene.Gli venne in mente di entrare dalla finestra, come aveva visto fare Febo una volta, ma le imposte erano chiuse:strano, erano sempre spalancate.

Lele tornò tutti i giorni a suonare il campanello ma non gli aprì nessuno. Finalmente incontrò Danilo: “Ma possibile che non leggi i giornali? Alex è in prigione per spaccio”. Dunque non l’avrebbe più visto per molto tempo, o forse per sempre!Solo allora Lele capì quanto poco conoscesse Alex, e quanto in fondo di lui non doveva importargliene niente.Le sue chiacchiere lo avevano interessato quanto quelle di un dj alla radio.Lele però non si diede per vinto.Scrisse una lettera indirizzata a Alex al primo carcere che gli venne in mente e quella tornò indietro venne trovata dal padre,e furono botte.Lele passeggiò diverse volte su e giù per la via dinanzi alla casa.Amava il profumo del cherosene e se ne riempiva il cuore.Incontrò Febo, si fece prendere la mano, si fece d’eroina, dimenticò se stesso e pregò per l’oblio.Lo trovarono morto accovacciato su una panchina dietro alla stazione.

I genitori caddero dalle nuvole.I nuovi amici non andarono al funerale per paura di essere additati;ci andò solo Danilo,che fu poi l’unico a portargli i fiori esattamente un anno dopo.Riguardo ai compagni di liceo durante il funerale dissero le solite frasi di convenienza:non sembrava infelice,gli volevano bene.“Tutte cazzate” urlò Danilo, e accartocciò con rabbia la pagina di cronaca nera del giornale.