Avete presente quelle giornate uggiose o di pioggia, oppure di sole splendente , comunque vada loro sono là al tuo servizio: gli “autobus!”, tranne che ci sia uno sciopero nazionale, (ma in Italia per far valere i propri diritti tocca usare questi metodi).
Avete mai provato il piacere di viaggiare da un capo all’altro della città guardando tutto ciò che ti aggrada senza essere disturbato dall’attenzione di condurre un mezzo, certo di gente ne vedi, sia come utente che come autista, o meglio conducente “ è più fine ”, oggi si cambia nome a tutto, lo spazzino è diventato operatore ecologico, il bidello collaboratore scolastico e così via, se ci fate caso una volta c’era una targhetta con su scritto non parlate all’autista, oggi invece pare ci sia messo ditelo all’autista perché il passeggero, otre a chiedere la piazza dove deve scendere, racconta un po’ della sua storia personale, che magari deve andare da un Ortopedico che ah lo studio da quelle parti perché da un mese a questa parte da quando ah preso una storta al compleanno della figlia per prendere in braccio la nipote, ah problemi ad un ginocchio.
Poi ci sono i fedelissimi, chiamiamoli così, sono quelli che conoscono tutti gli autisti soprattutto di quella linea, essendo sempre in giro a fare delle commissioni, e parlano delle corna della moglie dell’amico, dell’acquisto sbagliato del mister della loro squadra del cuore, e degli acciacchi della stagione.
Al passeggero può capitare che appena finito di fare colazione, corra dietro l’autobus tipo “fantozzi” sentendo il caffè con la brioches uscire dalle orecchie, rientrare dal naso, e andare a finire alla velocità del suono nello stomaco, senza che nessuno gli chieda il passaporto, per entrare immediatamente nel canale di evacuazione, e quindi appena arriva in ufficio (ammesso che ci arrivi), neanche timbra, ma corre subito in riunione di gabinetto, per andare a fare l’entrata successivamente, “in ritardo”, ma diciamolo non per l’autobus ma per colpa nostra.
Ti può capitare di vedere anche che il conducente parli da solo, e ti chiedi “ma i test attitudinali li ha passati?”, non sai se chiamare un esorcista , o scappare se riesci alla prima fermata, quando ti accorgi che ha uno di quei piccoli infernali auricolari, che oggi ci portano ad essere insieme ad una folla incredibile, ma praticamente stiamo ognuno parlando con chi sa chi e non con la persona che è ad un centimetro da noi. Alcuni passeggeri invece salgono con delle cuffie che sembrano dei DJ nel pieno della loro attività, dico anche al sottoscritto piace la musica, ma qualcosa di più modesto no!
Certo attorno ai trasporti ruotano tante figure, ed una di queste sono i controllori, che è giusto che ci siano; ma che gli fanno?! un corso di incazzatura perenne. Si, non ne ho visto uno sorridere, capisco che chiedere il biglietto, e come chiedere: ma sei onesto?! “in questi tempi è quasi un reato”, quindi penso partano incazzati per dire ti ho beccato. E invece no sono in regola, uso il vostro mezzo per comodità.
Le battute dei conducenti bisognerebbe scriverle. Mi è capitato una volta a Roma di vedere un ragazzo appoggiato alla bussola mentre l'autobus era in marcia, l'autista richiamandolo gli disse “ooh levete de là o a prossima te ritrovamo ar colosseo”,(eravamo dall'altra parte della città).
A Catania a richiesta di fermata di una signora anziana la bussola si incanta e non si apre, l'autista non se ne accorge e fa per partire, la signora esclama! “ma che mi voli puttari cu lei”e lui risponde “si aveva tuttu stu sbaddu!”(per chi non avesse capito: sig.ra:che, vuole che venga con lei. aut:si avevo tutto questo piacere. Detto in senso ironico naturalmente).
Certo di storie se ne potrebbero raccontare tante, basta lasciarsi andare e farsi condurre dal trasporto pubblico, osservando gli eventi che si susseguono ed accadono, comunque per qualsiasi problema che vi possa assalire voi “ditelo all’Autista”.
