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Concorso 2009

Concorso Parole in Corsa GTT

NONNA-SPRINT

di Giulia Ambrogio

Mia nonna è una persona speciale; è vero forse tutte le nonne lo sono ma lei lo è di più! Il suo nome per esteso è Ines Carla Cha, nata il 19 luglio del 1926. E’ una donna attiva, ama piante e fiori tanto da avere uno dei giardini più belli di tutta Torino a mio parere; adora gli animali, soprattutto i cani e li tratta come fossero dei bambini. Nella sua vita ha lavorato come impiegata in vari posti ma appena è andata in pensione ha cominciato a viaggiare, soprattutto in posti caldi: Francia, Spagna, nord Africa… avrò un centinaio di cartoline… e quando tornava era sempre abbronzatissima: una volta ha fatto due settimane in Tunisia e quando è tornata sembrava una marocchina! In realtà è abbronzata anche d’inverno, le basta prendere un po’ di sole e subito diventa scura. Un’altra sua passione sono i dolci: qualche tempo fa io e mia mamma l’abbiamo portata a Palazzo Reale a fare la merenda reale con cioccolata calda, biscotti e per finire una bella torta al cioccolato… io sono arrivata a metà della torta, lei l’ha mangiata tutta senza problemi e alla fine aveva una faccia proprio soddisfatta! Se pensate che sia finita qui vi sbagliate di grosso, lei ha almeno altre due passioni altrettanto importanti: il ballo e la lettura. Sul primo posso solo dire che fino a una decina d’anni fa andava una sera a settimana a ballare liscio: non aveva un accompagnatore ma ballava così bene che tutti la invitavano a fare un giro di pista, persino i mariti accompagnati dalle mogli. Ha smesso di andare perché il posto che frequentava ha chiuso e non ne aveva trovato un altro altrettanto bello, ma a me piace pensare che abbia smesso perché le madame erano troppo invidiose di lei: me la immagino volteggiare leggiadra sulla pista con uno dei suoi vestiti lunghi da sera sotto lo sguardo arcigno delle mogli! L’amore per la lettura l’ha sempre avuto, da poco ha comprato una nuova libreria perché ha così tanti libri che non sapeva più dove metterli, ha già riempito un mobile intero in camera sua mettendo tre file di libri per mensola: meglio di una biblioteca!

A questo punto mi devo scusare perché nel corso della narrazione ho usato sempre verbi al presente parlando di lei. Ieri sera io e mio fratello eravamo a casa da soli, mia mamma era ad un corso e mio papà ad un altro di cucina, quando il telefono ha squillato: per tutti è stato l’inizio della fine. Abbiamo cercato di contattare  mia mamma ma aveva il telefono spento, allora abbiamo chiamato mio papà che è andato a prenderla e l’ha portata a casa di nonna. Io sono stata l’ultima ad arrivare. Giunta davanti al cancello d’ingresso ho visto i poliziotti fuori che fumavano, mia cugina e mio fratello erano con loro e parlavano piano. Sono entrata in casa, mia mamma e mia cugina mi hanno preso la mano e mi hanno portato in camera da letto… ricordo solo che mentre ci avvicinavamo alla stanza mia mamma mi ha detto “tua nonna dorme” con la voce strozzata in gola… era distesa sul letto, gli occhi chiusi, la bocca un po’ aperta… non fosse stato per le gambe piegate in modo un po’ innaturale sembrava davvero che stesse riposando… Mia cugina è rientrata da lavoro alle 8 di sera, è passata a vedere come stava e l’ha trovata sul divano che dormiva; ha tentato di svegliarla ma appena l’ha toccata ha sentito che era fredda. Mia nonna non ha mai avuto problemi di salute, nel giro di un mese avrebbe compiuto 83 anni, quella mattina l’hanno vista che faceva i suoi soliti giri per il giardino. Lei l’ha sempre detto che avrebbe voluto andarsene così, nel sonno, senza soffrire.

Nonostante tutto il caldo dei giorni scorsi, ieri sera l’aria era terribilmente fredda e mentre ero in salotto è arrivata una folata che ha portato con sé il profumo del gelsomino in fiore: secondo me era una carezza della nonna che ci ha salutati prima di partire per chissà dove. Io non so cosa o chi sia Dio e non so se il paradiso esiste o meno, ma riesco già ad immaginarmi mia nonna: la vedo seduta sotto una grande magnolia, come quella che ha in giardino, circondata da in prato verde con tanti fiore e piante, un posto dove è sempre primavera, con un sole caldo che risplende per l’eternità solo per lei; la vedo leggere uno dei tanti libri, un bel thriller, di quelli che ti fanno battere il cuore e ti tengono sulle spine fino all’ultima pagina. Io la voglio ricordare così la nonna, serena in un ambiente che ama, sorridente e abbronzata.

Se per caso passate in via Mongreno fermatevi ad ammirare il giardino della casa numero 33… c’è una lunga cancellata rossa, un po’ arrugginita, di ferro, e sulla porta nel mezzo del cancello si possono distinguere le immagini di una bacchetta, un cilindro e un paio di guanti da mago; se il vento vi porterà il profumo del gelsomino in fiore, o della magnolia o di qualsiasi altro fiore, sorridete: è mia nonna che vi da il benvenuto nel suo paradiso!