LA CORSA
Correva l'anno 1800 e...qualcosa.
A quel tempo, in Corsica, viveva una giovane donna. Il nome non lo ricordava nessuno e quindi, pere parlar di lei diremo "la corsa", anzi: "Corsa", poiché i nomi propri esigono il maiuscolo.
Corsa correva in maniera eccellente e non la batteva nessuno. Correva anche in maniera particolare, onde per cui nacque un nuovo tipo di sport, la corsa corsa.
Avevamo dunque i campionati di corsa in cui spiccavano Corsa nella corsa corsa e Corsara nella corsa.
Sì, perché corsa aveva una sorella soprannominata "la corsara" (ma noi la chiameremo "Corsara" poiché i nomi propri esigono il maiuscolo).
Per allenarsi facevano un numero infinito di corsette nei campi corsi, per cui si formarono immediatamente i tifosi delle corsette della corsa corsa, che parteggiavano per Corsa, e quelli delle corsette della corsa corsara, che parteggiavano per Corsara.
La rivalità fra Corsa e Corsara si acuiva in occasione della corsa corsica, così chiamata per distinguerla dalla corsa corsa. La corsa corsica era una specialità dove, alternativamente, vincevano sia Corsa che Corsara e nessuna delle due era ancòra riuscita ad inventare una soluzione per riuscire a vincere in maniera netta sull'altra, e quindi per poter essere inscritta nell'albo corso degl'inventori di un'ipotetica corsa corsica Corsa o corsa corsica Corsara.
La passione (e la rivalità) per le corse di Corsa e di Corsara era corsa per tutta la Corsica e tutta l'isola aveva deciso di costruire dei corsi ove far disputare la corsa corsa, la corsa corsara, la corsa corsica e le corsette di Corsa e di Corsara.
Il Corso, capitano corso di lungo corso, s'offrì di finanziare la costruzione dei corsi, naturalmente nominati corso Corsa e corso Corsara. É inutile specificare che Corsa preparava la sua corsa corsa su corso Corsa e altrettanto Corsara preparava la sua corsa corsara su corso Corsara.
Ma, data la rivalità, un giorno Corsa venne offesa da Corsara e, per tutta risposta, l'indomani Corsa preparò la sua corsa corsa su corso Corsara. La notizia corse immediatamente alle orecchie di Corsara che trascorse la giornata furibonda.
Il Corso, allora, nel tentativo di dirimere la questione, propose una soluzione accettata di corsa da entrambe, e cioè l'istituzione di corsi per la preparazione alla corsa, beninteso alla corsa corsa in una parte della Corsica, e della corsa corsara nell'altra parte della Corsica
Nacquero così le squadre "La Corsa" e "La Corsara". Come allenatore, per entrambe, il Corso, che s'occupava de "La Corsa" nei giorni pari, e de "La Corsara" nei giorni dispari, fermo restando il riposo domenicale per entrambe.
Il primo derby avvenne sul Carso, e così il secondo e nessuno osò vincere.
Ciò non fece altro che pubblicizzare i corsi di allenamento alla corsa cui sempre più persone accorsero per iscriversi. compreso un abitante del Carso che arrivò dopo aver applaudito Corsa e Corsara ai derby. Questo abitante di cui nessuno sapeva nulla, questo carsico che noi chiameremo "Carsico" (poiché i nomi propri esigono il maiuscolo) non aveva però alcuna qualità agonistica, onde nacque immediatamente il soprannome "lo scarso" per il Carsico.
Ne derivò ancora che ogni corsa a cui partecipò divenne, per estensione, la"scarsa corsa"; ma essa, a furia d'esser corsa anche dai migliori allievi di Corsa, divenne la "Scarsa corsa", col maiuscolo che denota ciò che è importante. Presa in contropiede, Corsara intervenne subito istituendo la "corsa Scarsa", cui tutte le allieve di Corsara si sentirono in obbligo di partecipare.
In breve la vita di tutti i cittadini, ad eccezione dei neonati e dei centenari, era assorbita dagli allenamenti ai vari tipi di corse, ai derby di corse, alle gare di corse e i rapporti sociali erano, nel migliore dei casi, sfilacciati, se non distrutti; in alcuni casi si era generato l'odio fra componenti di famigli dirimpettaie o, addirittura fra componenti della medesima famiglia. A poco a poco i corsi si accorsero della degenerazione dei rapporti umani e meditarono a lungo per trovare una soluzione. Alla fine, durante un giorno uggioso una mente (nella confusione s'è mai saputo quale) si illuminò e prnunciò la parola magica; TRAM! E da quel giorno l'isola rinsavì
