Respiravo e sentivo il petto che si alzava e si abbasava.
Respiravo mentre il cuore pompava battiti talmente potenti che se avesse potuto sarebbe scoppiato da un momento all'altro.
Percepii l'aria intorno a me,poi mi accorsi di una cosa sconcertante:
non riuscivo a vedere.
C'era solo buio,ma in che razza di incubo ero capitata?
Mi toccai il corpo intatto e la pelle del viso liscia,sotto gli occhi sentii le occhiaie e in quell'istante compresi tutto:
Stavo chiaramente sognando,un sogno molto realistico pensai.
"Devo aver esagerato con la cioccolata ieri sera"
Borbottai massaggiandomi lo stomaco.
Sentivo di essere su una superficie morbida,bene,ero a letto, dunque.
Eppure c'era qualcosa che non andava......perchè non percepivo il
profumo di lavanda che aleggiava sempre nella mia camera da letto?
Perchè non ricordavo nulla di quello che avevo fatto il giorno prima?
Domande a cui non sapevo rispondere,domande che mi innervosivano e imprecai.
Era solo colpa della mia stupida ingordigia,ben mi stava se facevo quell'incubo,poi mi bloccai:
Un momento: come facevo a sapere di essere golosa e del profumo
alla lavanda quando non rammentavo alcun avvenimento del giorno
passato,della mia vita o di quel giorno stesso?
Un altra domanda senza risposta,sbuffai innalzando una nuvoletta di polvere.
Polvere?
Ma sicuro!Ora ricordavo!
Esclamai nella mia mente.
Lo squarcio di memoria che si era aperto mi mostrò brevemente il viaggio che avevo intrapreso prima di arrivare a fare quell'incubo ,una voce spettrale che mi chiamava per nome: Ambra.
Polvere e.......e.....luce......
Poggiai una mano sulla fronte confusa,vedevo una figura oscurata dalla notte che mi rincorreva,rotaie,......un treno.....
una voce che mi rincorreva insieme alla figura e diceva:"Dove credi di andare maledetta, dammi i soldi!".....e
poi.....e poi quella strana luce polverosa che mi chiamava mi attirava
a se,ma io non volevo andarci.....no,no... non volevo,NON VOLEVO!
La mia voce risuonò nell'oscurità .
Altre briciole di polvere umida caddero,ma questa volta sui miei occhi
ciechi,li strizzai e presi i granelli di polvere tenedoli in mano,li
annusai ma non starnutii e non mi veniva il prurito al naso,di solito mi
succedeva se sentivo odore di polvere,ma quella non era polvere di una
stanza da letto era....era......
"T-terra!"
Balbettai incredula.
Non può essere terra,non può,pensai e feci
scivolare la mano tremante contro il soffitto di quella strana stanza"Te- terra,terra umida,morbida come un letto appena fatto,io
sono viva e sono finita in questo luogo assurdo,perchè?"
Sussurrai a me stessa sempre più terrorizzata,se solo avessi potuto
uscire da quel postaccio.....e fu allora che provai di
tutto:Calci,pugni,botte contro il morbido ma anche duro soffitto
impenetrabile.
Strinsi le braccia intorno a me per darmi un pò di conforto ma
rabbrividii ugualmente,poi una fitta lacinante mi colpì alle tempie,
strillai....strillai talmente era forte e i miei occhi
videro.......videro una donna dai capelli bruni come i miei piangere su
un corpo martoriato dalla furia di chissà quale creatura
mostruosa.....un uomo robusto che sembrava non avesse mai smesso di
piangere e carezzava continuamente la testa di quel corpo dalla pelle
candida ma ricoperta di sangue..."Ci dispiace per vostra figlia signori Torrisi era una poliziotta in gamba,ma purtroppo,quel,quel mostro l'ha
raggiunta e non - non ha avuto più vie di scampo e in quel mo- momento
passava un tram e......"
Mormorò nervoso con la testa china un ragazzo in camice bianco.
Lacrime calde uscirono dai miei occhi castani,riuscii ad aprirli
perchè infastiditi da improvvisi raggi luminosi,ed ecco la sconvolgente
verità di cui fino a quell'istante ero inconsapevole:
Ero morta.
Mi alzai scioccata dalla tomba,avevo trapassato il mio letto di morte senza alcuna difficoltà,ero morta ed ero un entità trasparente,un anima.
Inesistente,invisibile, ero solo più un ricordo lontano vissuto su quel pianeta chiamato Terra.
Le lacrime che cadevano erano nere come l'inchiostro,non riuscivo ad
inquadrare il luogo in cui mi trovavo ma pareva fosse una grande
montagna di roccia rossa illuminata dalla luce di un lago
fiammeggiante,alla riva di questo lago vi era una barca a vela in legno
decorata con raffigurazioni di anime le quali si aggrappavano ad essa
disperate.
Tutto intorno a me girava,mi circondavano altre anime che lo sapevo erano incorporee e luminose come me e una voce mi parlò:"Benvenuta nel regno dei morti!"
Il mio urlo squarciò il silenzio di quel luogo sperduto e senza senso.
Concorso 2009
Concorso Parole in Corsa GTT
Inconsapevole
di Isabella Brunengo
