Era una bella giornata di primavera, i prati verdi erano ingentiliti dai fiori che su di essi erano sbocciati; tutta gli abitanti della natura cantavano all’unisono una canzone di bentornato alla più tenera stagione dell’anno.
Una coccinella, tutta sola accoccolata sotto una foglia di quercia, era molto triste, malgrado il sole, il cielo azzurro, il cinguettio degli uccellini, lo svolazzare delle variopinte farfalline. Non aveva la classica corazza rossa a pallini neri, ma verde smeraldo a quadretti blu e sembra, che molti la prendessero in giro per questo suo aspetto differente dai più. Il suo animo sensibile e la sua giovane età, non l’aiutavano a reagire e lei si lasciava abbattere da sconforto.
Una fatina, di nome Campanella, stava passeggiando alla ricerca dei fiori della consolazione; vide la coccinella che rovesciava copiose lacrime dentro la corolla di un fiorellino . Si avvicinò piano per non spaventarla ed appoggiandole una mano sulla testolina le chiese spiegazioni, disponibile ad aiutarla.
“Non ho amici. Tutti ridono di me. Non piaccio ad alcuno.”
La fatina agitando le sue ali dorate, si mise a svolazzarle intorno, rincuorandola con dolci parole cariche di bontà ed affetto; quando le lacrime si furono asciugate le disse:
“Soffiati il naso e poi dimmi quali colori vorresti. Sappi che deve essere una scelta sicura, perché le mie magie non si possono ripetere…”
La coccinella iniziò a ringraziare la fatina con sorrisi e abbracci. Poi incominciò a riflettere sulla scelta da fare.
Escluse il rosso e nero, per orgoglio nei confronti di chi l’aveva da sempre derisa per non essere come le altre.
Aveva una gran confusione in testa, si sentiva emozionata e l’arcobaleno con tutte le sue sfumature occupava le sue riflessioni girando vorticosamente, rallentando la sua scelta.
La fatina provò a suggerirle qualche idea:
“Potresti scegliere fra il blu del cielo stellato, il giallo di un campo di grano, il turchese del mare pescoso, il rosso dei papaveri della calda estate, il rosa dei boccioli appena spuntati in primavera, il bianco della neve d’alta montagna”
La coccinella sorridendo rispose:
“Mi piacerebbe una corazza che ricordasse il colore dell’amore, il colore della vita, i colori che si vedono chiudendo gli occhi e ricevendo un bacio dei genitori, il colore del respiro fiducioso del sonno di un bambino, i colori che vibrano nell’aria al cinguettare dei pettirossi, quelli delle farfalle che volano sui fiori che si schiudono”
Fata Campanella sorrise, le accarezzò la testolina e le bisbigliò:
“Proprio come immaginavo; il colore che cerchi c’è
l’hai già. Non è quello che gli altri vedono e disprezzano, ma quello che risiede nel tuo cuore e nella tua mente. Cerca di comunicare agli altri, come hai fatto con me e nessuno più ti prenderà più in giro.”
Così dicendo si allontanò un pochino, poi proseguì:
“Sapessi quanto sei bella !”
Sbatté lievemente le mani e magicamente scomparve.
La coccinella, fiduciosa, raggiunse le compagne e sorridendo offrì loro una fogliolina.
Magia ?
No, bensì solo la fiducia, il dialogo e la generosità hanno vinto la differenza, sconfiggendo solitudine e tristezza.
