È divertente stare sui tram. Girano tutto il giorno, perennemente in viaggio da una fermata all’altra: Benares, Soweto, Xian Xi. Sempre in viaggio, non mi fermo mai. Oggi mi sono fermato a Parigi, in Corso Grosseto: la gente scendeva di corsa, affannata, carica di borse, spesa, valige. Una signora con un fazzoletto in testa si è fermata un attimo a fissarmi, poi ha girato velocemente sui tacchi schifata ed è corsa via. Lo so, lo so: non sono molto bello, un po’ sporco forse… ma sono una persona gentile. Aiuto spesso le signore anzianotte a scendere dal tram, a loro fa piacere e mi danno qualche soldino. Io così riprendo a viaggiare, tra una fermata di tram o autobus, che diventano Pechino, Mosca, Rejkviak… L’alcohool mi fa viaggiare lento, ma vado ovunque, ho tutto il mondo dietro l’angolo di casa. Sono quasi quaranta anni che viaggio così. Forse una volta avevo una casa, non ricordo bene, forse sono anche stato bambino, ma non mi ricordo nemmeno quello. Ma tutti i posti dove ho viaggiato, oh quelli sì! Che li ricordo! Ogni dettaglio, ogni particolare, tante cartoline stampate nella testa.
Quella volta che sbagliai fermata e finii a Rivoli, però fu poco divertente. Ero allegrotto, come sempre dopo un paio di cartoni, e stavo fissando il muro, come sempre mi capita al terzo cartone, quando è caduta la bambola. Una gran bella bambola però, non sbagliamoci! Allora perché fu poco divertente vi chiederete voi? Beh, veramente all’inizio fu molto divertente! Ero un bel po’ brillo, diciamocelo pure. La sollevai leggermente da terra: aveva fatto un bel botto cadendo, un po’ ammaccata, ma era proprio bella!! Bionda, coi boccoli, un vestitino morbido lillà. Aveva perso una scarpa, peccato, le rimaneva un solo sandaletto bianco. La appoggiai al muro, era un pochetto sporca. Anche se mi dicono che puzzo, non è mica vero eh! Io mi lavo eccome: ho sempre con me sapone, di marsiglia intendiamoci, spugna, spazzola, pettine, spazzolino e asciugamano. La trascinai dal muro alla fontanella più vicina per ripulirla un po’ dal sugo di pomodoro che aveva in testa, dal pietrisco: bella era bella, morbida, immobile.. doveva essersi rotta mentre la usava un bestione di una tonnellata, chè le aveva spezzato le gambe e le braccia, anche il collo era un po’ storto, ma bella era davvero bella. Ripulita e rappezzata a dovere sembrava nuova, come appena uscita dal pornosciop. Era così bella e io così allegro che mi fece dispiacere lasciarla senza nemmeno una carezza: poi una fanno due, e si sa come va a finire. Finito, la presi a braccetto e andammo verso il tram. Lei veramente la dovevo trascinare, che faceva la timida ed era ancora un po’ confusa dalla caduta. Nelle ultime corse i guidatori non fanno nemmeno caso a chi sale, hanno solo sonno e vogliono andare a dormire. Per cui io e la mia nuova amica passammo del tutto inosservati fino al deposito delle motrici. Mi ci fermo spesso a dormire, sui tram del deposito. Non importa a nessuno, e alla mattina me ne vado prima che arrivi la ditta delle pulizie. Dormimmo davvero bene quella notte, tra una carezzina e l’altra. Ero anche parecchio stanco, che si sa alla mia età, con la disabitudine… La mattina non mi svegliai a tempo insomma: mi svegliò urlando la signora che puliva il tram, in modo veramente scortese. Poi la polizia: signùr! Manco avessi commesso un omicidio. Io la mia amica stavamo solo un po’ in intimità, signor commissario, niente di male, soprattutto ad un poveretto come me, ma quando ricapita una bambola così..
- Tunetti, ma che cazzo dice? QUELLO E’ UN CADAVERE!!!
- Ma no monsù commissario!! È un bella bambolona!!
- UN CADAVERE TUNETTI!! TI SEI SCOPATO UN CAZZO DI CADAVERE!!! DOVE LO HAI TROVATO EH???
- Ero a Parigi, Monsù Commissario, sulla rue!
- Sempre ubriaco sto coglione.. DOVE TUNETTI CAZZO DOVE???
- A Parigi sulla rue monsù commissario!
- PORTATE VIA QUESTO STRONZO!! VIAAAAAAAAAAAAA!!
- Ma monsù commissario, la mia amica bambola…
- VIAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!
In carcere sto bene, niente da dire: non viaggio, ma è come fossi in albergo alle Maldive. Però mi manca la mia amica bambola: mi diverto poco stavolta.
