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Concorso 2009

Concorso Parole in Corsa GTT

LA GARA CINOFILA

di Mario Cinquino

I passeggeri sono in piedi ad aspettare alla stazione: metà sono uomini, padroni dei loro cani, l'altra metà sono cagnolini appunto.
Il treno tarda ad arrivare, o per lo meno i passeggeri vorrebbero che fosse già arrivato, allora diciamo che è in ritardo rispetto alle loro aspettative.
Sono tante le loro aspettative, ognuno vorrebbe che il suo cagnolino tutto tirato a nuovo vincesse la gara tra gli applausi generali: infatti loro sono lì per la gara cinofila; i loro padroni per un'inaugurazione.
A proposito quando il sindaco con la sua striscia tricolore appesa al petto scende dal treno, dobbiamo ricordarci di chiederglielo, se ci dimentichiamo, o vi dimenticate, o se nessuno si ricorda, diciamo e rimarra' alla storia che voi siete venuti ad una gara cinofila in qualita' di proprietari dei partecipanti; allora vi siete comprati i concorrenti?
Questa è una gara truccata? Deve essere interrotta? No, sicuramente no. Sono solo calunnie di un burlone.
Un cagnolino nero si allontana dalla banchina ferroviaria, dentro i binari passeggia e si allontana, forse dovra' fare i suoi bisogni.
Il treno ospita i giudici, tutti sono su un lato, attaccati al finestrino, da lì daranno il loro giudizio sui cani messi in fila, poi un rapido responso prima di scendere dal treno, poi il sindaco che scende e premia i vincitori.
Il padrone di Fiffi lo cerca; lui segue il binario, è proprio quello del treno in arrivo, si vanno incontro l'uno con l'altro (il padrone, che sente il fischio del treno, lo chiama allarmato: <<Fiffi, Fiffi>>, al treno mancano poche decine di metri <<Fiffi>>, un metro da Fiffi, un centimetro a fi...fi, un millimetro fi, niente, il cagnolino non è piu' niente, acqua e carbonio per il terreno, il suo padrone annaffia il terreno che ha davanti ai piedi con zampilli di lacrime che gli sgorgano davanti agli occhi.