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Concorso 2009

Concorso Parole in Corsa GTT

DUE COME NOI

di MANUELA BAGLIVO

La sera è calda la tensione sale e la macchina sembra si stia bruciando … arriviamo in una qualsiasi zona di mare del Salento, perché il luogo non ha nessuna importanza, rimaniamo in silenzio ma la mia mente pensa a quell’atto carnale, che sta per arrivare. Ci fermiamo, e i nostri sguardi si mordono, non dovevamo fare sesso quella sera perché un lutto inibiva i nostri sensi, ma in quell’attimo mani vogliose e corpi sudati, si attraggono e in un istante quella sera così calda ci ha fatto raggiungere le stelle. Il mio corpo la notte nel letto non riesce ad appoggiarsi e a rilassarsi, è sollevato molti centimetri dal materasso. La mattina dopo, io sono bellissima! Io sono il sole! Qualcosa per sempre mi ha già cambiata. Passiamo i nostri pomeriggi a cercarci, corriamo con le nostre macchine, io faccio finta di nascondermi e lui mi trova, tra le strade con muretti a secco e alberi di ulivo, scendiamo dalle auto e ci baciamo, ed io non sentivo più l’afa uccidermi dentro. I telefoni non squillano perché il fuoco dentro di noi ci faceva ritrovare anche senza chiamarci. E quando da lontano lo vedevo passeggiare col suo cane, rallentavo il passo per gustarmi la sua spalla e il suo sedere, e sorridevo per i miei pensieri. La seconda volta nella sua casa in campagna c’era ancora più ansia e tensione della prima, lui era imbarazzato quasi come a voler dare il meglio di sè e la differenza di età gli faceva credere di non essere all’altezza! Dio come si sbaglia, io non ho mai sentito tanta emozione. Siamo noi insieme ad essere speciali. Finalmente l’ho incontrato ed è dentro di me. Io ero stesa sul letto, lui su di me mi stringeva, così forte che sentivo di perdere il respiro. Non posso chiedere di meglio, invece col tempo, e tolto il nostro imbarazzo, il meglio è arrivato. Per mesi ci siamo incontrati solo a notte fonda. Nessuno doveva sapere di noi, anche se le mie pre- serate neanche le ricordo, avevo solo il suo corpo nella mia mente. Ci avvisiamo con un messaggio e poi subito in macchina a cercare di nasconderci, ma ormai non riusciamo neanche ad arrivare dentro la sua casa in campagna. Ci vogliamo troppo e d’istinto ci togliamo i vestiti da dosso e lo spettacolo ha inizio, su di me. Finiamo per morire di sete, e bere di fretta dell’acqua conservata in frigo, due sguardi ancora, una sigaretta e poi uno spettacolo dietro l’altro, fino a che l’alba ci ricorda che abbiamo anche una famiglia, e si andava via con l’adrenalina nel sangue. Da luglio ad ottobre, un pensiero fisso, il nostro corpo, le nostre labbra, i nostri occhi e mani e i nostri così diversi pensieri. Non esiste più la notte e il giorno, si vive in un mondo parallelo a quello degli altri, mangiamo un pasto al giorno, perché anche il cibo toglie tempo ai nostri incontri. Mai una passione così grande aveva invaso il mio essere. Dire che era un ritorno all’adolescenza, come è solito dire in queste occasioni, sarebbe dire il falso, perché è proprio grazie alla mia maturità, ai miei trentuno anni che sento in pieno tutte le emozioni. Sentirle dentro me e avere la consapevolezza di quello che sto vivendo. Questo è il cambiamento, questa è la bellezza della vita.

Lui ha otto anni meno di me, ma non ho mai conosciuta una persona così ragionevole e sicura di se. Ho proprio trovato “pane per i miei denti”, lui così serio e al contempo passionale e travolgente nell’intimità. Non mi ero mai sentita così voluta. Perché il segreto di un grande amore nasce sempre da una grande esigenza sessuale. Un rapporto completo è questo. Non credo nell’amore intellettuale tra due persone, quel tipo di rapporto si chiama Stima, ma non è un rapporto completo, un darsi all’altro in tutto e per tutto.

Luglio, agosto e settembre, passano in questo modo, tra l’impeto furente di noi e l’angoscia di ottobre. Il mese dell’abbandono. Io trentenne, in viaggio per Torino, per la mia ultima possibilità. Un master tanto atteso e poi la speranza di un lavoro nel mondo della comunicazione e della creatività. Lui nel mio piccolo paese, a continuare gli studi di fisioterapista. Due vite diverse, due mondi che si guardano da lontano. Che un giorno spero si possano rincontrare…