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Concorso 2009

Concorso Parole in Corsa GTT

LA SCELTA

di SIMONA AVALLONE

L'ha ritrovata! Ha ritrovato la lettera che gli scrisse, quando non erano tranquilli, quando qualcosa che ostacolava la loro sintonia, la loro complicità.
L'amava terribilmente ma c'era qualcosa che lo rendeva inquieto e non capiva cosa, ma non potevano stare male insieme, lei non c'entrava e non meritava di soffrire.
Aveva deciso di allontanarsi, fuggire per un po', staccare la spina da tutto e da tutti.
Qualche giorno precedente la sua partenza aveva parlato molto con lei, le aveva spiegato ogni suo dubbio, ogni incertezza e lei era rimasta ad ascoltarlo in silenzio con grande attenzione.
La rivide la sera prima di partire, si avvicinarono stringendosi in un abbraccio. I loro corpi erano uniti e mentre i loro cuori battevano a gran velocità si accorse che lei si era lasciata andare ad un pianto silenzioso e caldo celato dalle tenebre della sera. Era una mattina di metà giugno, il sole splendeva meraviglioso nel cielo azzurro, terso di nuvole.
Prese la valigia e iniziò a riempirla senza sapere esattamente dove sarebbe andato e cosa avrebbe fatto.
Diede un ultimo sguardo alla casa, ai mobili e magicamente riaffiorarono alla mente tutti i ricordi, le risate. Aveva persino l'impressione di poter sentire il suo profumo delicato invaderlo e avvolgerlo. Inghiottì, respirò profondamente e sentì gli intestini stringersi e la gola seccarsi.
Abbassò lo sguardo e chiuse dietro di se' la porta.

La tentazione di riaprirla e mandare tutto a monte premeva sulle sue mani e sul suo cuore ma la mente era più forte dei sentimenti: poter correre tra le braccia di lei, baciarla fino allo sfinimento e tenerla stretta ripetendosi quanto era stato sciocco a pensare di poterla abbandonare, di poter essere felice senza di lei, di poter essere anche solo amato da un'altra, come lei amava profondamente lui.
Salì in macchina, chiuse la portiera, accese il motore e trattenendo a stento le lacrime, ingranò la marcia e partì diretto verso la stazione ferroviaria.
Lungo il tragitto la sua mente era legata al viso di lei, alla sera prima, al modo in cui gli occhi di lei lo supplicavano di restare e non partire e sembrava gli stessero dicendo: “Dammi la possibilità di stupirti e di amarti, resta con me”.

Mentre la sua mente si struggeva nel ripensare a quei momenti, il suo sguardo venne catturato da un pezzetto di carta bianco che fuoriusciva dal cruscotto, lo aprì e noto che era una lettera.
Arrivo alla stazione, scelse la destinazione e raggiunse il binario, si sedette sulla panchina in pietra e dallo lo zaino tirò fuori la lettera che aveva trovato poco prima nel cruscotto.
Sulla busta non c'era scritto nulla, così l'apri e dopo averne estratto il foglio iniziò a leggere:

"Mio Amore,

mi trovo immersa nel buio della notte mentre scorgo nel cielo la luna e qualche timida stella.
Non riesco a prendere sonno, le tue parole continuano a riecheggiare nella mia mente. Mi chiedo se l'errore è stato mio, se posso aver detto o fatto qualcosa che ti ha indotto ad allontanarti da me. Continuo ad interrogarmi sul perché di una partenza così repentina e decisa, di un addio o di un arrivederci senza sicuro ritorno.
Ti ho ascoltato con grande attenzione e ho tentato di percepire nelle tue parole qualcosa che mi permettesse di sperare in un tuo ripensamento, ma per quanto io mi sia impegnata, non sono riuscita a scorgere nei tuoi occhi e sul tuo viso, anche solo una piccola conferma che potesse accendere la fiamma di quella speranza.
Ripercorrendo con la mente i momenti passati insieme provo una strana sensazione.
Tengo tra le mani una fotografia, l'unica, e cerco di riportarmi al momento in cui è stata scattata e scopro che se chiudo gli occhi e mi concentro, il tempo si ferma e mi ritornano in mente i miei pensieri in quella circostanza; ma capisco che non è altro che un istante immortalato e con il passare del tempo rimarrà solo un vecchio ricordo ingiallito al quale è legato un bel momento, ma non mi basta, non è ciò che voglio.
Sei troppo importante e non voglio perderti, so che posso e voglio amarti ed è questo ciò che meriti: un amore senza ipocrisia, basato sul rispetto, sulla passione, sulla purezza del sentimento reciproco, sulla devozione. Io ho fatto la mia scelta: domani mi troverai alla stazione, si, proprio a pochi passi da te. La mia scelta sei tu, io sarò pronta a starti vicino se me ne darai la possibilità. Ora la scelta è tua: analizza il tuo cuore e seguilo.
Con immenso amore
Tua, Sarah."

Dopo aver letto quelle parole il suo cuore iniziò a battere all'impazzata. Poi sentì una strana presenza alle sue spalle, si voltò lentamente e la scorse dietro ad una colonna, a qualche metro di distanza da lui.
Si guardarono intensamente.
Riabbassò lo sguardo sulla lettera e ne rilesse le parole conclusive mentre il treno, ormai alle sue spalle, fischiava in procinto di iniziare il suo calmo viaggio.
Improvvisamente si rese conto di quanto l'amore di lei fosse puro, di quanto lui l'amasse profondamente e di quanto si sarebbe pentito se avesse preso quel treno.
Si diresse verso di lei, le prese una mano e dopo averla baciata con estrema dolcezza, disse: “Perdonami! Ti amo!”