Sono le 10,54 ed e una bella giornata di sole.
Come tutti i giorni prendo il 4 per andare a lavorare in FIAT, e quale posto migliore per iniziare a scrivere il mio racconto, visto che ho sempre poco tempo perchè a casa ho un marito e un bimbo di 15 mesi che danno tanto da fare, e poi il mio piccolo Stefano appena vede i fogli di carta o le biro fa i capricci per averli, e quindi solo qui sul tram posso scrivere “indisturbata”.
La strada e lunga per arrivare a lavoro, quasi 45 minuti circa nell’ora di punto, è a questo punto che inizio con il mio racconto.
Questa storia inizia qualche anno fa, una volta il capolinea del 10 era dietro casa mia,in corso TAZZOLI, e per me era un sollievo averlo li vicino anche perchè io allora avevo più o meno 16 anni, ohhhhh?????? scusate ma il tram a fatto una frenataaaaa!!!!!! vi stavo dicendo che all’epoca lo prendevo spesso per andare in ospedale dal mio Angelo, che in un normale pomeriggio estivo il mio Angelo stette male, ma lui non volle dirmi niente per non farmi preoccupare ma io andai in bagno e vidi sangue, e subito capii che stava male.
Cercai invano qualcuno per aiutarmi, finche non arrivò mia nonna che in macchina ci portò di corsa in ospedale.
Meno male ………anche perché era grave e fu operato di urgenza, con 33 punti allo stomaco, e così si salvò ma devo ringraziare ancora adesso quel dottore del MAURIZIANO di TORINO.
E cosi io, da quel evento, tutti i giorni feci avanti e in dietro a qualunque ora per un mese circa, e quando vedevo il mio Angelo era lui che mi tirava su il morale, raccontandomi i fatti accaduti in ospedale, ma solo le cose più buffe.
Ad esempio un giorno mi raccontò che cercavano un paziente e questo era uscito dal reparto senza farsi vedere dagli infermieri perchè voleva andare al bar a bere e poi andare a casa sua, così il mio Angelo avvertì gli infermieri, i quali andarono a recuperarlo.
Un’altra volta mi raccontò che ormai sapeva quante mattonelle c’erano dal suo letto fino all’uscita dell’ ospedale, perché lui le contava ogni volta che mi veniva in contro, considerando che in ospedale c’è stato più o meno un mese se non di più, e che non vedeva l’ora di uscire.
Ogni tanto capitava che la domenica aveva il permesso di venire a casa, ed io lo andavo a prendere, e insieme prendevamo il 10 per andare a casa e la sera lo riaccompagnavo per il rientro in ospedale. Oh!!!!!!! Scusate ma il tram ha nuovamente effettuato una brusca frenata a causa di un “furbo” che ci ha tagliato la strada, ma torniamo a noi……..
Finalmente arrivò il giorno in cui il Primario del Reparto ci disse che poteva tornare a casa.
Immaginate la nostra felicità.
Doveva solamente ritornare in ospedale per fare dei controlli periodici, ma da quel giorno stette quasi sempre bene, finché purtroppo a distanza di anni il mio Angelo raggiunse i suoi compagni nel posto che gli spettava di diritto, considerando la sua bontà.
Ora quell’Angelo non c’è più, e anche se di fatto era il mio papà adottivo, per me era il mio Papà e basta oltre ad essere stato il mio Angelo e mi manca tanto, come quel vecchio capolinea del 10 che ora non c’è più, dietro casa mia, e guardo sempre con tanta nostalgia li dove c’era il tram e i suoi binari, e ora c’è il Parco Lineare.
