Aveva guardato tutto.
Vicino alla porta, vicino alla finestra, vicino alla sedia, vicino al divano.
Non riusciva a capire dove fosse, però quasi lo sentiva respirare.
C'erano sere in cui sembrava non esserci e sere come questa, in cui lo faceva impazzire.
Non era mai riuscito a vederlo. Ne trovava le tracce del passaggio. Ne sentiva la presenza.
Sapeva che c'era e ne aveva paura.
Corse attraverso il soggiorno come faceva in quel campo di granturco, quando ancora non aveva raggiunto l'età adulta, e si fermò contro la grande poltrona nera, di fronte alla televisione.
Si guardò intorno ansioso.
Destra, sinistra, davanti, didietro.
Nessuno.
Riprese fiato.
Lo sapeva per istinto: il segreto era non fare rumore.
Il corridoio si apriva davanti a lui, ed era una galleria nera come la pece. Sembrava vivo e in attesa.
Si spostò dalla poltrona e raggiunse lo stipite della porta, dopo aver attraversato la stanza.
- Stupido!-, pensò.
- Se é da quella parte non può non averti visto!
Restò immobile qualche secondo. Solo il silenzio davanti a lui.
Prese coraggio e si sporse oltre la porta, guardandosi attorno.
Destra, sinistra, davanti, didietro.
Nessuno.
Riprese fiato.
Tenendosi a raso del muro, scivolò nel corridoio.
Non riprese a correre e gli costò la fatica dell'adrenalina da panico, trattenuta e inghiottita.
Sapeva che era una guerra per la sopravvivenza.
Lui o l' Altro.
Ma nel buio non c'era nessuno; almeno, così sembrava.
Prese coraggio e si inoltrò in quel nulla oscuro, insieme mobile e fermo.
Respiri.
Sì, respiri dal fondo. Erano dell'Altro, ne era certo.
Si arrestò appiattendosi contro la parete nera e cercò di ascoltare oltre.
Uno scricchiolìo appena percettibile di battuto, nel pavimento.
Presenza di peso. Mattonella calpestata. Allarme rosso.
L'Altro era lì, nell'oltre.
Ordine di ritirata. Tornare indietro.
Si girò di scatto e si lanciò in una corsa disperata verso la salvezza, alla luce, in soggiorno.
Oltrepassò la porta, scartò verso il centro della stanza ed ebbe appena il tempo di sentire un bruciore infernale sulla schiena, sulla testa, nella pancia. E di rendersi conto, negli ultimi pensieri lucidi, di essere bagnato.
Poi, il nulla.
L'assenza di tutto.
La pace.
- Bastardo! Ti ho beccato, finalmente!-, disse l'Altro, in piedi, con una scopa in mano, dalla cui saggina gocciolava sangue e pendevano piccoli pezzi di viscere.
