Lo incontravo ogni sera durante la mia abituale passeggiata. Era un uomo anziano, con le spalle curve ed il viso affilato.
Mi passava accanto silenzioso, trasportando una carriola piena di terra.
Prendeva il sentiero che portava al bosco. Il cammino era certamente faticoso per una persona non più giovane e, per di più, la carriola doveva essere ben pesante.
Dopo averlo incontrato per varie settimane, decisi di rompere il ghiaccio. Ammetto che ero curioso, ma il povero anziano mi faceva comunque pena. Per questo, una sera, mi offrii di aiutar spingere la carriola.
L’uomo sembrava deciso a rifiutare, ma era stanco e aveva le mani piagate. Alla fine accettò.
Mi incamminai con lui, senza scambiare parola.
Arrivammo ad una casa isolata, circondata da castagni secolari.
Mi disse che abitava qui e mi indicò il punto esatto dove scaricare la terra.
Ormai ero convinto di avere a che fare con un pazzo. Perché percorrere chilometri per trasportare terra che poteva essere facilmente trovata lì vicino? E perché ripetere il tutto ogni giorno?
Sembrava che il vecchio abitasse in quella casa senza alcuna compagnia. L’età e la solitudine dovevano aver minato la sua lucidità mentale.
Cercai di indagare i motivi del suo comportamento, ma ottenni solo risposte confuse.
La sera seguente, naturalmente, lo incontrai di nuovo.
Diventò un’abitudine per me aspettarlo ed aiutarlo nel suo strano rituale, ma dopo qualche settimana mi accorsi che era stremato, sull’orlo della malattia.
Gli dissi che potevo caricare io la carriola, ma l’uomo mi fissò con occhi stranamente brillanti. Mi disse che non potevo capire, ma se volevo aiutarlo, dovevo raccogliere la terra consacrata del cimitero del paese.
La situazione cominciava ad essere davvero grottesca.
Vedendo la mia perplessità, l’anziano mi invitò in casa , per raccontarmi la sua storia.
Fino a qualche tempo fa viveva lì con la moglie, , da tempo afflitta da una malattia della mente, che la rendeva aggressiva e pericolosa.
Una sera, durante l’ennesima sfuriata, l’uomo esasperato l’aveva spinta giù dalle scale, uccidendola.
L’aveva poi seppellita in giardino, ma la donna, a suo dire, ogni notte cercava di uscire, per trascinare anche lui all’inferno.
Solo la terra consacrata poteva frenare la sua ira, ma al mattino, il mucchio della sera precedente non c’era più, consumato dalla potenza infernale del mostro sepolto lì sotto.
Era una storia troppo incredibile e non credetti.
Mi convinsi che l’uomo era davvero matto. Lo congedai in fretta e me ne tornai indietro.
La sera dopo lo incontrai. Ormai stremato, trascinava a stento la carriola colma di terra.
Cercai di farlo ragionare, ma il suo sguardo terrorizzato non si rasserenava.
Iniziò ad urlare che dovevamo sbrigarci.
Decisi di andare con lui, ma, nei pressi della casa, rovesciai la terra prima del punto stabilito.
Avrebbe visto, di lì a poco, che non sarebbe successo nulla.
L’anziano ormai singhiozzava.
All’improvviso la notte si fece gelida. Iniziammo a sentire un rumore sordo, colpi cadenzati che sembravano provenire dal sottosuolo.
Dalla terra qualcosa balzò fuori e si diresse verso di noi.
Le sue fattezze erano ancora vagamente umane, ma la creatura infernale era ributtante, con il corpo in putrefazione già avanzata e lembi di sudici vestiti che la ricoprivano a stento.
Avevo le gambe paralizzate da terrore.
Fu l’anziano a salvarmi. Mi urlò di ricoprirmi completamente con la terra consacrata che avevo scaricato lì vicino. Poi si diresse incontro alla cosa, sacrificandosi per me.
Prima di ricevere il fatale abbraccio, mi urlò di continuare la sua opera, di portare la terra ogni sera , altrimenti entrambi sarebbero ritornati, in cerca di nuove anime.
Da allora sono passati molti anni.
Non so cosa succederà quando sarò troppo vecchio per trasportare la carriola.
Qui in paese mi credono tutti pazzo, ma loro non sanno…
Cosa succederà quando non ci sarò più? Ma se parlo, chi sarà disposto a credermi?
