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Concorso 2009

Concorso Parole in Corsa GTT

Il Ragazzino Che Maltrattava Le Gatte

di Guido Vaccarini

Era sabato, Susanna e Maurizio(sposati da 23 anni) sarebbero andati a trovare Assunta e Marco(fratello di Susanna) come di consueto.

All'una meno un quarto andarono a prendere il pestifero Flavio in macchina all'uscita da scuola. Ritornarono a casa senza dirsi nessuna parola: Flavio ascoltava la musica sull'ipod a volume massimo e i genitori sentivano canzoni alla radio.

Mangiarono poi di corsa e si prepararono ad uscire; Flavio era arrabbiato e offeso poiché non era riuscito a chattare con nessuno dei suoi 1000 contatti di msn.

Salirono di nuovo in macchina per affrontare un viaggio tranquillo ma di venti minuti lunghi ed eterni. Arrivarono dai parenti, e lì, iniziò la vera tragedia.

Tutti, o quasi, ritenevano che Flavio fosse un ragazzo buono e a modo; ma c'era qualcuno, che non la pensava veramente così: le tre gatte di Assunta e Marco.

Loro erano tre gatte con caratteri tutti diversi, Sabrina, la più piccola, era tutta nera con gli occhi castani; era la più giocherellona; voleva ribaltarsi da una parte all'altra ogni qualvolta che poteva, senza mai stancarsi. Lei, però, soffriva di un perenne leggero raffreddore, causato dal suo aver sempre fretto(infatti cercava sempre coperte o ripari caldi dove rifugiarsi).

FruFru, era anch'essa tutta nera, era riconoscibile per la sua grande stazza e i suoi occhi quasi gialli come una pantera. Era la più calma fra le tre ma anche la più affamata.

Isabella, soprannominata poi Isotta dai padroncini, era l'unica di colore differente. Infatti, aveva un bellissimo manto bianco con una chiazza marroncina vicino all'orecchia destra. Lei era la mamma adottiva delle altre due, infatti amava coccolarsele e, quando la facevano arrabbiare, sgridarle, tirando loro dei “cazzotti” amichevoli sui musetti.


Tutte e tre odiavano Flavio, perchè quest'ultimo si divertiva a giocar loro scherzi non piacevoli: tirava le code, le rincorreva, le spruzzava addosso profumi per la casa e usava anche i cordini dei pantaloni come fruste.

Quel giorno, le tre, pronte a riscattarsi per la prima volta, decisero di organizzare un piano per fargliela pagare una volta per tutte.

Prima di tutto, aspettarono che i parenti uscissero dalla casa per andare in centro a comprare, per sferrare il loro attacco.

Quando tutti, eccetto il ragazzo, furono fuori casa, incominciarono a mettere in atto i loro piani: inizialmente, quando Flavio si aprì una lemon soda e la versò nel bicchiere, Sabrina corse facendosi vedere da lui; quest'ultimo, vedendola allegra e trotterellante, gli venne voglia di inseguirla per poi prenderla in contro tempo e spaventarla. In punta di piedi la seguì fino alla stanza da letto e si nascose sotto di esso. Flavio si accovacciò per acchiapparle le zampe e tirarla, ma Sabrina, si era posizionata furbescamente in fondo.

Le altre due, non ci pensarono molto su prima di soddisfare i loro bisogni, per la troppa acqua bevuta, in quella freschissima e gassatissima lemon soda.

Poi, dopo aver concluso il tutto, andarono in stanza da Sabrina e salirono sul letto. Flavio era infilato per metà sotto, con il sedere in aria: Isotta balzò come un gatto kamikaze su quel culone con tutte le unghie bene in vista. Flavio cacciò un urlo e Isotta corse ai ripari, mentre FruFru lo attaccò soffiandoli ferocemente addosso con quell'alito al sapore di sgombro(un odore di pesce stagnato nei denti, in grado di uccidere i morti). A quel punto, tra i buchi doloranti nel sedere e quel olezzo acre di pesce, Flavio era bello che stordito. Sabrina, pestifera al massimo, sapendo della sua allergia, si strusciò per bene sulla sua faccia paffuta, lasciandogli un cumulo di peli solleticanti.

Il ragazzo, starnutendo più e più volte, andò in bagno a lavarsi la faccia e tranquillizzarsi, poi decise di andare in cucina per bersi infine la “gustosa” bibita in santa pace. Scoprì ben presto il retrogusto amarognolo.

Al ritorno dei genitori, implorò, pieno di bolle e croste per l'allergia, di poter essere accompagnato all'ospedale, nel quale restò una settimana.

Da quel giorno le tre gatte non lo videro più, poiché il ragazzo inventava sempre scuse per non andare dagli zii e incontrare quelle tre gatte impestate.


Solo pochi mesi più tardi, in estate, al mare, i suoi amici, vedendolo senza maglia, gli fecero notare delle strane scritte cicatrizzate sulla sua schiena abbronzata: “I GATTI SONO I MIGLIORI AMICI DI TUTTI, FIN QUANDO NON TIRANO FUORI LE UNGHIE”.