…l’incanto di un paesaggio marino
Il sole, di un colore rosso acceso, tramonta sul mare; il suo riflesso ricopre tutta la vasta distesa d’acqua.
Questa sera il mare è così tranquillo da sembrare una grande piscina che con il suo tepore mi scalda il cuore; le sue piccole onde si infrangono sulla battigia senza fare rumore, quasi a non voler disturbare la quiete del paesaggio.
Le barche dei pescatori, che la mattina vanno a pesca di cozze, sono impiantate nella sabbia bagnata ed emanano, a causa del riflesso dell’acqua, un divertente gioco di luci.
Dall’altra costa, una terra straniera: in certe sere si riesce quasi a scorgerla all’orizzonte, un orizzonte lontano, che in realtà è così vicino.
La spiaggia si raffredda rapidamente, faccio qualche passo indietro verso la sabbia asciutta, dove l’umidità non è ancora arrivata.
A Nord, il golfo si illumina di una moltitudine di luci che da quaggiù somigliano a tanti occhi; forse mi scrutano, forse mi sorvegliano, forse mi proteggono.
Ogni cosa sembra lontana, anche casa mia, che dista pochi passi da qui, mi pare irraggiungibile. Il mare. Qui domina solo quell’immensa distesa d’acqua che è il mare.
Il sole è quasi del tutto scomparso e sono immerso nei miei pensieri e nelle mie riflessioni, isolato, distante. Ora, al posto della palla di fuoco, si fa avanti una luna altrettanto suggestiva; ormai vicina, essa, si manifesta in tutta la sua grandezza e bellezza.
…armonia dell’universo
Le stelle brillano nel cielo sgombro di nuvole e insieme ad essa formano un raggio di luce che si riflette nuovamente nell’acqua.
La luce si fa più fioca e trasmette sensazioni rilassanti che solo qualcosa di soprannaturale può dare.
Come una musica. Una musica dolce e avvolgente. Un susseguirsi di note, un rincorrersi di melodie, un’unione di armonie.
Improvvisamente un ricordo, vivo e intenso; scolpito nella memoria e nel cuore.
E adesso il mio cuore è più grande, gonfio di un sentimento che quasi lo fa scoppiare.
Sono innamorato.
…la dolcezza di un ricordo
I gabbiani, stupiti e meravigliati, sembrano ammirare il magnifico spettacolo naturale e si fermano, galleggiando, sullo specchio d’acqua; involontariamente formano delle strane figure e con il loro leggero ondulamento le rendono quasi vive.
Per trovare una risposta alle nostre domande non è necessario viaggiare per il mondo, è sufficiente guardare il mare, punto di contatto con cose che non conosciamo.
Ormai è quasi buio pesto, e quel poco di luce rimasta, alimentata dalla luna, mi scalda l’anima e mi fa rimanere sulla spiaggia: anche la notte può essere appagante; il sole se n’è andato e da qualche parte, forse, non tornerà più.
I rumori della gente che qui vicino fa festa mi giungono lontani, lontani come se fossero al di là del mare e io mi dirigo verso una barchetta, vi salgo e chiudo gli occhi, tentando di fare miei quei suoni.
Ora il buio domina su tutto tranne che sulla luna che continua a brillare in cielo; ogni cosa sembra immobile intorno a me. Siamo soli: io e il mare, in un confronto che ha come spettatori la luna e le stelle in una calma serata d’estate.
Anche i gabbiani, adesso, cominciano a prendere il volo: forse tornano a casa, forse se ne vanno per non tornare mai più, ma a me non interessa, resterò qui ancora.
Si è alzata una leggera brezza, niente di più normale in questa stagione; il vento stesso sembra dirmi di rimanere, di non andarmene proprio adesso.
All’improvviso, sento dei passi avvicinarsi rapidamente a me; un respiro affannoso mi giunge dietro la schiena. Conosco quel respiro… è lei, è arrivata… Sapevo che non sarebbe mancata.
Ha l’aria un po’stravolta di chi mi ha cercato per molto tempo, non dice nulla.
Mi prende per mano e mi conduce verso casa.
Mentre camminiamo, mi volto a guardare la spiaggia e penso se domani sorgerà il sole.
Poi il mio sguardo si incrocia con quello di lei e nei suoi occhi rivedo ogni cosa: la sabbia, il mare, la luna, le stelle.
Rivedo anche la mia immagine riflessa nei suoi occhi.
Tutto assume un significato diverso.
Tutto quello che mi serve … è amore.
