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Concorso 2009

Concorso Parole in Corsa GTT

Il finto cieco

di domenico borsella

Avevo comperato un bastone delle tende, quelli bianchi lunghi circa un metro, allungabili e mi avviai verso la fermata dell’autobus.

Mi fermai sotto la palina e mi distrassi pensando agli affari miei appoggiato al bastone.

Guardavo fisso nel vuoto al riparo dei miei occhiali da sole scuri in attesa del bus.

Ero immobile e pensieroso quando giunse il mezzo.

 

Fu a quel punto che successe una cosa pazzesca.

 

L’autista era una bella ragazza sui trent’anni che non appena mi vide si fermò, aprì la sua porticina mi venne incontro e mi prese sottobraccio per accompagnarmi sul mezzo.

 

Mi aveva scambiato per un cieco!

 

Sarebbe bastato che le avessi gentilmente detto che era un equivoco e forse me la sarei cavata con un piccolo imbarazzo, e invece no. Per mia disgrazia mettere in difficoltà chi mi vuole aiutare non è nel mio DNA e così colto di sorpresa e per non offenderla …mi finsi cieco.

Lei fu molto gentile e mi accompagnò al posto riservato agli invalidi facendo alzare una persona anziana.

 

Mi vergognai come un ladro. 

 

Ormai la frittata era fatta, dovevo solo cercare la maniera migliore per scendere alla prima occasione.

 

Ma non feci in tempo a formulare un piano. Salì il controllore.

 

Io cominciai a sudare freddo, non avevo nessuna tessera di invalido e non avevo neppure il biglietto ero un classico clandestino, falso cieco e usurpatore di posto riservato. 

 

Giunse a me e io chiusi gli occhi… se dovevo essere cieco meglio farlo con convinzione.

Lui mi toccò gentilmente sulla spalla e mi chiese la tessera dei non vedenti.

Cominciai a cercarla dappertutto ma ovviamente non saltò fuori.

Nel frattempo il bastone delle tende bianco cadde a terra e lui fu subito premuroso a raccoglierlo ma siccome questi era a periscopio il bastone si allungo di due metri tra l’incredulità generale.

 

Io guardai di sottecchi e vidi lo stupore disegnato sul volto del controllore.

 

Il panico mi strinse lo stomaco e il mormorio della gente mi mise una forte ansia addosso.

 

Può spiegarmi questo fatto? Un bastone allungabile?” Disse il controllore con sorpresa.

La mia fantasia si scatenò in un nanosecondo.

Sì è un nuovo modello per attraversare la strada, con uno tasti per terra e con l’altro lo tieni sollevato avanti per fermare le auto….”


Intanto la tessera non saltava fuori.

 

Giunti alla fermata feci per alzarmi ma il controllore mi fermo e mi costrinse a sedermi.

 

Con un sorriso beffardo fece segno di no e mi chiese gentilmente di togliermi gli occhiali.

 

I miei splendidi occhi azzurri non lo incantarono.

 

Il disprezzo generale dei presenti e le proteste dell’invalido alzatosi per cedermi il posto furono l’argomento discusso per tutto il tempo che ci mise a farmi un verbale da 75 euro.

 

Il destino volle che alla fermata successiva salì un cieco vero.

 

Si scatenarono, chi gli prese il bastone per vedere se si allungava, chi gli tolse gli occhiali per guardarlo negli occhi e chi più sfrontato gli intimò di tirare fuori la tessera da invalido prima che qualcuno lo scaraventasse fuori.

 

Io ne approfittai per scendere e tutti mi guardarono sorpresi, io per non darla loro vinta attraversai la strada tenendo il bastone ben teso davanti a me mentre con l’altro tastavo il terreno.

 

Una gentile signora scese con me dal Bus e mi aiutò ad attraversare.

 

Si chiamava Elvira, mi disse che amava gli animali proprio come me, allora mi tolsi gli occhiali, la guardai negli occhi e le sorrisi.

Lei per tutta risposta tirò fuori la tessera della Polizia e prendendomi sottobraccio mi portò alla Centrale.

 

Non ho più tende a casa mia ma dei fogli di giornale inchiodati al muro.