Strumenti personali

Concorso 2009

Concorso Parole in Corsa GTT

LA METROPOLITANA

di ACCOGLI BENEDETTO

Ore 07.30 scendo lungo le scale della fermata “POZZO STRADA”, dove ogni mattina prendo la metropolitana di Torino, che mi porta velocemente sul posto di lavoro.

“Pozzo Strada” è veramente un pozzo nella strada, un grande buco nero che ogni giorno inghiotte centinaia di persone che, come tante piccole formichine, in coda e disciplinate, scendono nel sottosuolo dove in un grande cunicolo salgono sopra un lungo verme metallico, dal ventre cavo e capiente.

Ormai non guardo neanche l’orologio, lo so che ogni mattina alla stessa ora il mio “METRO’”, mi porta via da casa per luoghi noti del centro cittadino.

Con fare abitudinario, prendo la copia del quotidiano “LEGGO” che con la sua gratuità ha messo in crisi il mio edicolante, e oltrepasso la barriera fissa della GTT, dopo aver mostrato all’occhio virtuale il mio abbonamento.

Ogni gesto è consuetudine nelle grigie giornate torinesi e lungo i corsi sabaudi, luoghi di storie e di vita, strade segnate dal passaggio di rumorose carrozze e infernali macchine a scoppio che, con un marchio di prestigio, hanno segnato la svolta industriale di questa città.

Il corso Francia che negli anni dei “Reali Piemontesi” ha offerto la retta via verso il vicino passaggio francese, oggi offre le sue viscere ha questo “Treno “, moderno nella veste ma antico nelle gesta.

Un treno che sembra uscito dalla penna di Giulio Verne, un strana diavoleria che senza pilota muove veloce nel ventre della città.

Ogni mattina, così come ogni londinese, ogni parigino, ogni americano, ogni romano, scendono in “Underground”, anche io posso vantarmi di essere un cittadino moderno che in una città moderna vanta il suo “Metrò da sottosuolo”.

Come me anche lei viaggia sotto terra ed ogni mattina la trovo li vicino al tunnel in  vetro e metallo, arteria dove fluido scorrono i vagoni spinti da una forza gravitazionale che li tiene incollati alle lunghe rotaie.

Una lei che si fa guardare, bella, giovane e fiera……

Manca poco all’arrivo del treno, una musica si diffonde sulla fermata e la donna accenna un sorriso…

Mi avvicino piano e sento un profumo di spezie orientali che marca il suo territorio, la guardo e penso alla prossima mossa…

Non so se posso osare ma devo sapere e devo capire..

“Ciao come va”, stupido come approccio ma sempre un valido mezzo per rompere questo muro che ci divide.

“Noi ci conosciamo?” lei chiede.. “No ma credo che adesso sia giunto il momento di farlo”, le rispondo sicuro e con voce ferma.

Un attimo.. la vedo sparire oltre le porte scorrevoli del metrò, come inghiottita nel ventre caldo del mostro di metallo.

La seguo a ruota.. seguito da molte altre anime spente nella prima mattina, fugace immagine di una Torino che tarda a svegliarsi.

Carrozza in testa.. oltre il nulla.. sguardo perso nel tunnel che ci viene incontro risucchiando i nostri pensieri, i miei desideri e le mie speranze.

 Pochi secondi per raccogliere le idee e una voce gentile annuncia che siamo alla fermata “Monte Grappa”.. penso ai monti olimpici delle nostre vallate e alla buona grappa che in cime scalda corpi ed anime.

Lei ha preso posto ed io mi ci accosto.. sento che devo fare presto altrimenti perdo il “treno”.

“Rivoli”.. non si arresta la folle corsa di un treno vorace di strada e ferro..

“Scusa ma sai e da molto tempo che ti vedo.. e pensavo.. ma quanto mi piacerebbe poterla salutare!!”,  e lei “Bello da parte tua.. ma attento perché con me non attacca!!”.

“Racconigi.. prossima fermata”, non ci sto dietro a questa tempistica.. non so se ho la capacità di riuscire a frenare questa corsa e di raggiungere la mia chimera.

“Sai mi piacerebbe poterti offrire un caffè.. e magari farti capire che non sono un orco!!!”.. Lei sorride e mi guarda.. forse ha capito che il mondo non è solo una selva oscura, dove tutto ricorda un giro dantesco.

La vedo alzarsi e nel mentre la solita voce androgena avvisa che la prossima fermata è “Bernini”, lei schiude le morbide labbra offrendomi una bianco sorriso.

“Ciao sei carino nei modi e credo che tutto questo non verrà dimenticato!!!”.

Scende veloce.. è arrivata al suo capolinea.. la seguo con lo sguardo mentre dolcemente si fa accompagnare nella risalita dal magico tappeto rotante..

Vorrei urlare la mia felicità.. ma anche la mia rabbia per come sia troppo veloce questo metrò.. nel portare tutti così presto a destinazione…

Un tassello è stato fissato!! domani la rivedrò.. solita ora e solito posto, solita discesa sotto la grossa “M”….

Metrò.. dolce apostrofe in corsa.. parentesi rosa in odor d’amore…..