Come ogni mattina, mi guardo intorno
per ritrovare la mia macchinina,
ma dove l’ho parcheggiata? Io mi chiedo:
giro la testa e già la vedo.
Non ne può più la poveretta,
che io guido sempre di gran fretta.
Guardando l’orologio, come passan minuti ed ore,
apro la portiera del guidatore,
così accomodo le mie bimbette
che a scuola son dirette.
Accidenti
anche oggi siamo al pelo
per entrare quasi al volo,
dopo il suono della campanella,
in ritardo pure quella.
Risalgo sulla mia carretta,
per recarmi tutta spedita al parcheggio di Paradiso,
che tanto paradiso non è,
perché di posti auto non ce n’è!
Ah, vabbè per fortuna un buco l’ho trovato,
così vado quasi correndo
per raggiunger dopo un po’,
quella che è di Torino
la nuova metrò.
Scendo le scale,
quasi travolta dalla “corazzata Potemkin”
dei miei compagni di viaggio scesi dal bus
e
tra uno spintone e il bip di un tornello
finalmente sono alle porte
del mezzo che di Torino
è il fiore all’occhiello!
