Ciao papà,
come stai? Lo so, non ci sentiamo da 40 anni ormai ma non è colpa mia. Nè tua. Il destino ha voluto così. Sei andato via senza un saluto, una carezza. Ma chissà quante volte avevi pensato di farlo. Non lo saprò mai: in quel letto di ospedale dove sei finito io non ti ho mai visto. L'ultimo flash con la tua immagine scolpita dentro di me è un po' sfocata nei contorni ma nitidissima negli sguardi. Stavo uscendo da scuola, forse ero con mio fratello più grande, non so. Ricordo però che in fondo al viale avevo già visto la tua figura accanto ad un'auto. Con te c'era Rocco, l'amico di famiglia. Quello ricco e buono. Pensavo fosti venuto a prendermi. Invece eri lì per dirmi che per un po' di tempo non ci saremmo potuti vedere, che andavi in ospedale a fare dei controlli ma non capii molto di questo. I tuoi occhi mi entrarono dentro come mai fino allora. Avvertii come un brivido, tanto che pensai che forse mi stavo ammalando. Ingenuo me, se solo avessi saputo che era l'ultima volta che ti avrei visto, mi sarei aggrappato a quell'auto che ti portava via. Non mi desti nemmeno un bacio, forse eri convinto anche tu che saresti tornato presto a casa. Per portarmi di nuovo a giocare a pallone con te. A correre dietro alle farfalle nel parco vicino casa. A guardare le partite della Roma allo stadio. E invece no, quell'auto ti portava via da me. Dalla mia casa. Dalla mia vita. Dalla tua vita.
Da allora è passato tanto tempo. I ricordi si sono accavallati ai pensieri, ai desideri. Quello che è accaduto veramente si confonde magari con quello che avrei voluto accadesse veramente. Ma una cosa è rimasta immutata nel tempo, papà: il bene per te. Sono cresciuto ora, sono diventato padre anche io. So cosa vuol dire avere dei figli, Crescerli. Educarli. Sbagliando anche, ma cercando sempre di essere presente. Perchè i figli, specie quando sono piccoli, hanno bisogno di vederlo il loro papà. Non solo sentirlo. Vogliono giocarci insieme. Toccarlo. Abbracciarlo. Sapessi quanto mi è mancato tutto questo, La mamma ha fartto tanto e tu sicuramente lo sai meglio di me. Ma non si può essere due cose insieme e quell'abbraccio poi ha un sapore diverso. Un odore diverso. Dalla mamma ti rifugi per piangere. Dal papà voli in braccio per sentirti grande. Dalla mamma impari a mangiare. Dal papà apprendi come stare al mondo. Dalla mamma non ti staccheresti mai. Dal papà anche stando lontano sei con lui.
Ma oggi ho voglia di scriverti. Di raccontarti la mia vita. Certo, dove sei ora certamente sarebbe più facile magari lasciarti una preghiera, un pensiero come mio ricordo. Voglio invece scriverti poche righe per dirti di me. Mi conoscerai meglio, ti conoscerò meglio. E se troverai questi fogli un po' bagnati, scusami ma qualche lacrima mi scivola già adesso....
Ti voglio bene papà.
