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Concorso 2009

Concorso Parole in Corsa GTT

Poco più che trentenni.

di Eleonora Maria Angela Acquaviva

Nessuno avrebbe scommesso un solo centesimo o

creduto che la “Trivago Eventi & Spettacoli” avrebbe

dato tanto prestigio a Torino, meglio ribattezzata dagli

Americani come “The New Trend City”.

Ad ogni suo passo i lungi capelli neri le sfiorano il viso

danzando sotto il frizzante vento di fine Settembre.

Impossibile scorgere il suo sguardo concentrata a testa

china per evitare tombini e buche nel selciato. Il custode

sorride aprendole la porta. Tacchi alti e marmo non sono

alleati, ma per Arianna è vitale non rovinare le nuove

scarpe nere dalla suola rossa di Christian Loubotin.

Orgogliosa del suo investimento, le rimira ad ogni passo.

Da poco più di due anni lavora presso uno showroom

di abbigliamento, dove non conosce festività o ponti

sotto allestimento campionario. Snervante, ma

di questi tempi bisogna sapere adattarsi. Condivide

un piccolo ufficio con la sua collega Sara. Fin da subito

tra loro si è creata una splendida alchimia. Difficile

tra donne, poiché scatta inevitabile l’ingegnosa

competizione. Sono arrivate le collezioni di Kenzo, Nike,

Elle e Donna Karan. Oggi bisogna preparare gli showroom

a tempo di record. Il capo urla alla ricerca del programma

del giorno che nel caos del suo ufficio non riesce più a

trovare. E' il classico urlatore, quello che di regola

chiede le cose quasi abbaiando. «Licenzio tutti se entro

tre secondi non vedo sulla mia maledetta scrivania in

quest’ordine: caffè, giornale e programma dei clienti!

Inizio a contare.». Sara ed Arianna si danno uno sguardo

d’intesa, al solito, si capiscono al volo. Lo sguardo

rivolto in alto specifica “insopportabile” lo sguardo

seguito da un moto della testa verso destra o sinistra,

indica “è da quella parte”. Soffocando un sorriso si

limitano a dire «Subito!». Alessandro è il più burbero dei

quattro soci. E’ lunatico e scontroso, ma lentamente ci

si può abituare, forse. «UNO» urla Alessandro. Arianna
pensa mentre velocemente si scapicolla con una scivolata

a preparare il caffè, che secondo i giorni lo preferisce

macchiato o nero, o con lo zucchero o senza.

Tutte le volte che l'ha preparato, lo ha sempre dovuto

rifare diverse volte, per non sprecarlo se lo è bevuto lei.

«Come si chiama quel film, con la segretaria schiavizzata

dalla direttrice di quel giornale di moda?» - «DUE» grida

«L’ho pure visto di recente indossa.. ah, ma certo!Il diavolo

veste..» - «E TRE!» tuona con fare autoritario «PRADA!»

esorta Arianna varcando l’ufficio, giornale sottobraccio

il caffè dalla sinistra e il programma dalla destra.

«Ti sei ammattita questa mattina Ari-cosa?». Presa dal

panico esclama nuovamente «Prada, sono di Prada le scarpe

che indossa questa mattina, vero?». Alessandro le lancia

un’occhiataccia da incenerirla. Si sente sempre così

marginale e inadeguata quando è nel suo ufficio.

«Tu non sai nulla di moda..» le dice con fare superbo

«..non capisco perché ti ho assunto! Ho delle splendide

Pirelli oggi, perdi sempre il filo dei tuoi pensieri vero   

Ari-cosa? Su adesso sparisci che devo bermi il caffè.

Com’è questa mattina?» - «Macchiato, senza zucchero?»

replica quasi con un filo di voce. «Lo sapevo, ci fosse

una volta che intuisci come lo gradisco!». I pensieri

di Arianna si fanno vorticosi, fantastica di rovesciare

il caffè in faccia a quel saccente presuntuoso

"io so tutto e tu no" oppure afferrare la cucitrice e

cucirgli i polsini della camicia color lavanda di Ralph

Lauren ai braccioli della prestigiosa poltrona in pelle

nera. «Beh? Che fai lì imbambolata, preparane uno come si

deve: NERO, e grazie puoi anche andare.». Le dice ciò

facendo cenno con la mano come a scansare un moscerino.

Fa per riprendergli la tazza di caffè quando sente «No

lascia stare, chissà magari rischieresti di portarmi un

decaffeinato, lo berrò ugualmente, ora vai a lavorare!».

Arianna pensa che il dek andrebbe più che bene, è anche

convinta che il suo pessimo umore si possa correggere con

attività diverse e meglio piacevoli del solo vivere per

lavorare fino a notte tutti i giorni della settimana. Sara

le chiede perché le urlasse contro. «Credo sia la

settimana in cui prenderà di mira te, se è già così alle

8 aspetta quando vedrà le fatture da pagare!»

«E che non sai mai come devi comportarti. Urla sempre!

Per lui qualunque cosa facciamo non va mai bene, e

puntualmente è sempre il contrario. Ho 25 anni e non so

quanto ancora resisterò qui, così.» Sara le fa una smorfia

per vederla sorridere «Dai, manca ancora poco. Finita

la stagione, riusciremo a dedicarci al nostro progetto.

Dobbiamo tenere duro, non abbiamo ancora tutti i fondi

per aprire, solo in pubblicità sulle fiancate di Bus e

Tram se ne andrà una fortuna. Armiamoci di pazienza,

ed apriremo il nostro ufficio di Organizzazione Eventi

“La Trivago Eventi & Spettacoli”».

Quattro anni dopo ecco coronato da un inimmaginabile
successo una delle più imponenti Organizzazione Eventi di
tutto il territorio. Ancora oggi in Torino si parla delle due
giovani poco più che trentenni e della loro geniale scalata al
successo. Ora richiestissime anche all’estero.