Nessuno avrebbe scommesso un solo centesimo o
creduto che la “Trivago Eventi & Spettacoli” avrebbe
dato tanto prestigio a Torino, meglio ribattezzata dagli
Americani come “The New Trend City”.
Ad ogni suo passo i lungi capelli neri le sfiorano il viso
danzando sotto il frizzante vento di fine Settembre.
Impossibile scorgere il suo sguardo concentrata a testa
china per evitare tombini e buche nel selciato. Il custode
sorride aprendole la porta. Tacchi alti e marmo non sono
alleati, ma per Arianna è vitale non rovinare le nuove
scarpe nere dalla suola rossa di Christian Loubotin.
Orgogliosa del suo investimento, le rimira ad ogni passo.
Da poco più di due anni lavora presso uno showroom
di abbigliamento, dove non conosce festività o ponti
sotto allestimento campionario. Snervante, ma
di questi tempi bisogna sapere adattarsi. Condivide
un piccolo ufficio con la sua collega Sara. Fin da subito
tra loro si è creata una splendida alchimia. Difficile
tra donne, poiché scatta inevitabile l’ingegnosa
competizione. Sono arrivate le collezioni di Kenzo, Nike,
Elle e Donna Karan. Oggi bisogna preparare gli showroom
a tempo di record. Il capo urla alla ricerca del programma
del giorno che nel caos del suo ufficio non riesce più a
trovare. E' il classico urlatore, quello che di regola
chiede le cose quasi abbaiando. «Licenzio tutti se entro
tre secondi non vedo sulla mia maledetta scrivania in
quest’ordine: caffè, giornale e programma dei clienti!
Inizio a contare.». Sara ed Arianna si danno uno sguardo
d’intesa, al solito, si capiscono al volo. Lo sguardo
rivolto in alto specifica “insopportabile” lo sguardo
seguito da un moto della testa verso destra o sinistra,
indica “è da quella parte”. Soffocando un sorriso si
limitano a dire «Subito!». Alessandro è il più burbero dei
quattro soci. E’ lunatico e scontroso, ma lentamente ci
si può abituare, forse. «UNO» urla Alessandro. Arianna
pensa mentre velocemente si scapicolla con una scivolata
a preparare il caffè, che secondo i giorni lo preferisce
macchiato o nero, o con lo zucchero o senza.
Tutte le volte che l'ha preparato, lo ha sempre dovuto
rifare diverse volte, per non sprecarlo se lo è bevuto lei.
«Come si chiama quel film, con la segretaria schiavizzata
dalla direttrice di quel giornale di moda?» - «DUE» grida
«L’ho pure visto di recente indossa.. ah, ma certo!Il diavolo
veste..» - «E TRE!» tuona con fare autoritario «PRADA!»
esorta Arianna varcando l’ufficio, giornale sottobraccio
il caffè dalla sinistra e il programma dalla destra.
«Ti sei ammattita questa mattina Ari-cosa?». Presa dal
panico esclama nuovamente «Prada, sono di Prada le scarpe
che indossa questa mattina, vero?». Alessandro le lancia
un’occhiataccia da incenerirla. Si sente sempre così
marginale e inadeguata quando è nel suo ufficio.
«Tu non sai nulla di moda..» le dice con fare superbo
«..non capisco perché ti ho assunto! Ho delle splendide
Pirelli oggi, perdi sempre il filo dei tuoi pensieri vero
Ari-cosa? Su adesso sparisci che devo bermi il caffè.
Com’è questa mattina?» - «Macchiato, senza zucchero?»
replica quasi con un filo di voce. «Lo sapevo, ci fosse
una volta che intuisci come lo gradisco!». I pensieri
di Arianna si fanno vorticosi, fantastica di rovesciare
il caffè in faccia a quel saccente presuntuoso
"io so tutto e tu no" oppure afferrare la cucitrice e
cucirgli i polsini della camicia color lavanda di Ralph
Lauren ai braccioli della prestigiosa poltrona in pelle
nera. «Beh? Che fai lì imbambolata, preparane uno come si
deve: NERO, e grazie puoi anche andare.». Le dice ciò
facendo cenno con la mano come a scansare un moscerino.
Fa per riprendergli la tazza di caffè quando sente «No
lascia stare, chissà magari rischieresti di portarmi un
decaffeinato, lo berrò ugualmente, ora vai a lavorare!».
Arianna pensa che il dek andrebbe più che bene, è anche
convinta che il suo pessimo umore si possa correggere con
attività diverse e meglio piacevoli del solo vivere per
lavorare fino a notte tutti i giorni della settimana. Sara
le chiede perché le urlasse contro. «Credo sia la
settimana in cui prenderà di mira te, se è già così alle
8 aspetta quando vedrà le fatture da pagare!»
«E che non sai mai come devi comportarti. Urla sempre!
Per lui qualunque cosa facciamo non va mai bene, e
puntualmente è sempre il contrario. Ho 25 anni e non so
quanto ancora resisterò qui, così.» Sara le fa una smorfia
per vederla sorridere «Dai, manca ancora poco. Finita
la stagione, riusciremo a dedicarci al nostro progetto.
Dobbiamo tenere duro, non abbiamo ancora tutti i fondi
per aprire, solo in pubblicità sulle fiancate di Bus e
Tram se ne andrà una fortuna. Armiamoci di pazienza,
ed apriremo il nostro ufficio di Organizzazione Eventi
“La Trivago Eventi & Spettacoli”».
