Strumenti personali

Concorso 2009

Concorso Parole in Corsa GTT

LE BUONE MANIERE

di Linda Brugiafreddo Broglio

- Allora mi raccomando: andiamo a pranzo in un posto importante per cui cerca di ricordare le norme della buona educazione che ti ho ripetuto una quantità di volte. Va bene?

- Mamma - chiede il piccolo - che cosa è già una norma di buona educazione? Non so più.

- Insomma, hai già sei anni e ti devo ripetere sempre le stesse cose! Non devi mettere le dita nel piatto, non pulirti la bocca con l’angolo della tovaglia come hai fatto dalla zia l’ultima volta. Non toccarti le scarpe mentre mangi e soprattutto non farti venire idee balzane nel momento meno opportuno. E’ chiaro?

- Idee balzane?! E che cosa sono? Ah , sì, vuol dire come quella volta che ho messo nel piatto della zia l’avanzo della minestra? Ma sei tu che mi dici sempre che non sta bene lasciare nel piatto gli avanzi. Tanto la zia mangia tutto.

- Sì, Corrado, è vero che la zia mangia tutto ma non è norma di buona educazione scambiare il suo piatto per la tua pattumiera e poi saremo solo noi tre e sai quanto il papà ci tenga a fare bella figura! Quindi mi raccomando! Già l’ultima volta aveva minacciato di non portarci più in nessun posto perché dici sempre parolacce ad alta voce così tutti sentono e noi facciamo brutta figura. Hai capito adesso?

- Sì, mamma, ho capito bene, vorrà dire che se le parolacce mi vengono proprio fuori, allora le dirò a bassa voce.

- No, non le devi dire più né a voce alta né a voce bassa. E mangia tutto quello che ti viene portato.

Il resto della mattinata viene assorbito dai preparativi per rendere carina e giovane la madre e invidiabile il figlio. Il bagno è occupato per un’infinità di tempo e l’indifferenza al bussare di un altro è totale. E quando il nervoso padre del vivace Corrado persa la speranza di poter usufruire del servizio, si precipita dentro ululando frasi minacciose infarcite di innominabili aggettivi, alla moglie non rimane che rassegnarsi e cedere il posto.

Belli, profumati, eleganti, curati dalla cima dei capelli fino alle scarpe lucidissime, si avviano verso l’auto. Corrado non si è ancora seduto che incomincia a lamentare una fame primordiale.

- Non preoccuparti tesoro, appena arriviamo ci servono subito. Un amico di papà ha avvertito il proprietario del ristorante che ci farà un trattamento speciale, vedrai. Tu che ne dici ?

Il marito interpellato mugugna e nessuno l’ascolta.

Arrivano, attraversano una grande sala da pranzo tutta luci e specchi. La donna si sente un po’ intimidita e si mette al fianco del marito mentre il piccolo si guarda attorno con curiosità.

- Su, dai, Corrado, non è la prima volta che andiamo al ristorante e non è il caso che ti aggrappi alla mia gonna. Non fare così, dai, muoviti.

Il cameriere li accompagna ad un tavolo preparato con una bella tovaglia a piccoli fiori.

- Vogliate attendere solo un momento. Servo quel signore là in fondo e sono subito da voi.

Si allontana silenzioso e rapido, quasi sembra non toccare il lucido pavimento.

Pensa che bello poter fare una scivolata lungo tutta la sala, pensa Corrado con rincrescimento.

Il cameriere, raggiunto il cliente, chiede cortese:

- Cosa vorrebbe mangiare questa sera il nostro gradito ospite?

- Ma non so, non so proprio cosa decidere. Mi consigli lei.

- Abbiamo un ottimo arrosto, molto gustoso.

- No, per carità, non mi parli di arrosto. Sono anni che non ne voglio più sapere. Cosa c’è d’altro?

- Allora ci sono delle scaloppine al marsala, molto leggere e digeribili. Cosa ne dice?

Il ristorante, semivuoto al loro ingresso, a poco a poco si riempie, i tavolini sono occupati da affamati e ciarlieri clienti. Il signore indeciso non ha ancora fatto al sua scelta.

Il padre e la madre di Corrado incominciano a muoversi nervosamente sulla sedia.

Il piccolo sbotta: - Quel cretino, non ha fame?

La risposta arriva in coro: - Corrado! Le buone maniere!!

Incominciano a mangiucchiare esilissimi grissini e tendono l’orecchio nella speranza che l’incertezza abbia fine.

- No, guardi, non ne ho proprio voglia, non so cosa prendere...

- Senta – propone l’affabile cameriere - abbiamo anche delle cotolette alla milanese cotte al forno e non in padella, sono la specialità del nuovo cuoco, hanno molto successo. Con gli anni che frequenta il nostro ristorante, ormai ha imparato a conoscerci, sa che la consigliamo sempre bene. - No, la cotoletta non mi va – è la risposta annoiata.

- E se per una volta volesse preferire il pesce? Non lo prende mai, ma c’è sempre una prima volta. Un fritto misto, eh? – consiglia il cameriere.

- No, non posso mangiare il fritto misto e il pesce non mi piace. E i piatti di verdura poi mi danno la nausea, mi fanno addirittura schifo...

- Le porto due uova, forse va meglio? Vedo se il cuoco le può preparare in un modo nuovo, appetitoso...

- E va bene – la voce è rassegnata - se non c’è altro, mi porti due uova, ma che siano fresche mi raccomando, sa che a me non piacciono se non sono più che fresche , di giornata ecco.

Dal fondo della sala, e precisamente dal padre del vivace Corrado, dall’uomo che prima di uscire di casa raccomanda caldamente a tutti di comportarsi bene, decorosamente, di tenere sempre, in ogni occasione, un linguaggio più che corretto, si sente distintamente:

- Ma non le fa più schifo l’uovo che esce dal sedere della gallina?