A 39 anni mai avuto problemi di erezione, eccitazione, funzionamento degli organi sessuali. Credevo equivalesse ad avere potenzialità adamitiche di procreazione. Ho speso soldi a palate in preservativi: prima per imparare a usarli, poi per nasconderli dopo averli mostrati agli amici. Solo mostrati. Solo agli amici. E quando non ho più avuto bisogno del sesso ma cercato l'amore, credevo che i miei spermatozoi avrebbero fatto a gara per la caccia all'uovo. Invece no.
Mesi di tentativi. Per carità, piacevoli. Ma inconcludenti. Allora la scelta: esame del liquido seminale, 23 euro di ticket sanitario.
E' la prima "sega autorizzata" della mia vita. Mai subito limitazioni o intercettazioni che mi impedissero di esercitare. Ma stavolta c'è l'imprimatur scientifico, la nobilitazione dell'autoerotismo per fini più alti rispetto al proprio godimento personale. Come se questo non fosse già di per sè qualcosa di buono.
"Fará tutto qui da noi". L'impiegata dell'ufficio prenotazioni è gentile. Non devo portare niente. Salvo "l'attrezzatura", quella ce l'ho sempre con me. Anzi, davanti a me. Meccanica perfetta, chimica invece no.
Prelievo alle 8, sveglia alle 6. Treno e tram. La bigliettaia sembra più bella del solito. Fuori c'è il sole, gonne corte e scollature. Buoni presagi. E la fantasia lavora. Infermiere con mini inesistenti e sguardi ammiccanti. Decolletè da brivido, occhi profondi e allusivi. E se non ci saranno infermiere? Sarò accolto in un salottino simile a un sexy shop con riviste, poster, film a luci rosse. Divanetto relax e schermo piatto da 40 pollici dove seguire evoluzioni sportive da maratona dell'amplesso. Tutto il necessario per una masturbazione pur sempre solitaria, ma trasgressiva e legittima allo stesso tempo. Gratificato nel produrre il materiale d'analisi migliore possibile, visto il corredo a supporto della performance. E alla fine un bel bicchierone di chinotto fresco e rinvigorente.
Invece no.
Supero le scale a saltelli, sono in forma. Ingresso, corridoi, porte. E una segretaria all'ufficio informazioni. "E' lì a destra" mi dice guardando il mio foglio medico. Ma le infermiere tutte curve dove sono? "Venga" sentenzia un paramedico che non assomiglia a nessuna donna minimamente sensuale. Almeno ricordasse un po' George Clooney in "Er", ma neanche lontanamente. Ha la faccia triste, la pancia gonfia, gli occhiali sporchi. La mia eccitazione vacilla. E crolla subito dopo: "il bagno è lì, prima di entrare aspetti il suo turno".
"Il mio turno?" Passano 5 minuti e dalla porta di plastica esce un clone dell'infermiere non-Clooney. La mia eccitazione è quasi zero. Scende in zona negativa quando entro nel bagno. Niente divanetto rosso passione, niente schermo piatto, niente riviste, poster o film porno. Un water con la ciambella scheggiata, piastrelle azzurro-spento, due megarotoli di carta igienica industriale piazzati sulla mensola dello specchio. Sporco.
Non ho ricordi di esperienze erotiche particolarmente spinte, non ho numeri di cellulare da poter chiamare per un tentativo di sesso telefonico a richiesta, non ho più idea di cosa sia il sesso in questi tre metri quadri di luce al neon. Però la meccanica funziona. Anche se non vado in palestra da una vita, mano destra e braccio destro fanno il loro lavoro.
"Qui dice che sono milioni e milioni, credo sia una bella notizia".
"Invece no" dice il dottore. Guarda i numeri, scuote la testa. La mobilità è così così, ci sono forme anomale, la viscosità lascia a desiderare. Il giudizio non è definitivo, ma poco ci manca. Con la penna scribacchia qualcosa di incompresibile, una cura che dovrebbe migliorare tutto quanto non rientra nei parametri di fecondità normale.
E' tutta colpa delle piastrelle, della carta igienica industriale, di quel cesso del bagno e di quel cesso dell'infermiere. Temevo che una sede e un'atmosfera non adatta avrebbero compromesso l'esito dell'esame.
A casa voglio solo dimenticare tutto. Con una bella serata insieme a lei: pizza (buona), film (scadente), gelato (così così). Infine letto. Qui ci sono tutte le condizioni per fare bene. Tutto gira a meraviglia, tutto funziona. E' bello, appagante, piacevole, romantico, passionale, completo. Mi godo la cosa, cosciente che si tratterà dell'ennesimo tentativo inutile.
Invece no.
