“C’era una volta un castello che pareva tanto bello, circondato da un maestoso arco di montagne, che dominava la vista su un allegro paesello, abitato da una grande famiglia con al seguito un piccolo fardello che frignava con vero fragore…”
Ecco come iniziano le classiche favole per bambini, così semplici e così giocose, così piene di buoni princìpi e di bei prìncipi, di simpatiche marionette e di vivaci canzonette!
Ma io non so scrivere favole, so soltanto raccontare storie, inventate o realizzate, rimate o improvvisate… l’importante è parlare e narrare, lasciando un po’ immaginare!
E allora ecco arrivare il castello, quello di mio fratello, che spesso porta in giro il suo cavallo nel bosco selvaggio ed animato della sua proprietà: questa è vita da ricchi, questa si chiama vita da favola! Lui di certo è fortunato, ha il successo assicurato in ogni cosa che fa: e allora un bel giorno gli ho fatto una proposta “Perché non ti improvvisi narratore in questa impresa, raccontando di te e facendo capire ai bambini quali sono i veri valori della vita?”
Lui mi osservò in un primo momento esterrefatto, poi si guardò intorno chiedendomi: “Ma pensi davvero che lo potrei fare?”. Era curioso e contento di aver ricevuto questo incarico, ma forse non si sentiva all’altezza della situazione…
Ma appena gli misi in mano una penna di piuma ed un foglio di pergamena, non esitò a cominciare la grande impresa della sua vita!
“Cari ragazzi e ragazze, sono qui oggi per narrarvi le mie vicissitudini, farvi sorridere ed anche un po’ pensare…
Sono nato tanti anni fa, in un paese lontano da mare e montagna, laghi e fiumi, immerso però in un prato verde pieno di fiori e piante e farfalle e uccellini che volavano insieme, cullati dal vento e riscaldati dal sole! Già: sembrava un paese incantato, mai toccato dal maltempo, né dal freddo inverno che tutt’intorno spegneva la natura…
I miei genitori erano 2 allegri signorotti, scappati dalla inquietante città per trovare riparo nella quiete della campagna: costruirono una casetta piena di stanze, che avrebbe ospitato anche una squadra di calcio! E invece, noi tre vivevamo tranquilli senza gente intorno, solo qualche pastore ogni tanto passava a trovarci per portarci formaggio e salami a volontà!
Questa casa per me era un rifugio, un legame con la natura, un luogo di amore e armonia…
Ma un bel giorno, mentre tornavo da un giro per i campi, mi capitò di vedere una cosa che mai dimenticherò: la mia casa stava bruciando, le fiamme erano già alte e quasi si erano mangiate il tetto… Provai a chiamare i mie genitori, ma di loro nessuna traccia: il silenzio regnava nel prato tanto amato, nessuno poteva aiutarmi, ed io ero a dir poco spaventato!
Allora ho iniziato a correre verso la città, alla ricerca di qualcuno che sapesse cosa dirmi, sapesse assistermi in questa cattiva realtà: qualcuno l’ho trovato, gli ho raccontato l’accaduto e poi son scappato… forse spaventato, forse attonito, forse incredulo…
Son tornato solo dopo qualche anno, dopo aver girato il mondo senza meta, parlando e dormendo con gente sconosciuta, mangiando con gente affamata, bevendo con gente poco appagata…
Non avevo il coraggio di rivedere quel posto, troppi ricordi e troppo terrore ho messo da parte, ma prima o poi dovevo vincere la mia paura…
Arrivai con una valigia piena di denaro, che avevo ereditato da qualche simpatica zia, per investire sul terreno, e udite udite cosa vedono i miei occhi???
Il terreno ove io e la mia famiglia avevamo cullato i nostri sogni e soddisfatto alcuni desideri era già stato costruito, ma era anche pieno di gente che correva in mezzo a macchine e carrelli: era diventato un enorme supermercato!
Quanta sofferenza nel mio cuore, quanta incredulità nei miei occhi, quanta voglia di urlare… e invece caddi steso sul pavimento, quasi per evitare di osservare oltre…
Mi ritrovai dopo qualche minuto sdraiato su un lettino, sotto osservazione di un gruppo di persone vestite di nero o bianco: le prime erano le commesse che mi avevano solertemente soccorso al momento del crollo, le seconde erano le infermiere che mi avevano assistito durante il mio momento di smarrimento… sembravano divinità lontane, visi angelici e pelle diafana, voce vellutata e passo felpato… che bel momento di pace dei sensi!
Il titolare del centro commerciale sembrava alquanto scocciato di questo inconveniente, ma non poteva cacciare il malcapitato (ovvero me) senza aver prima compreso la situazione…
Ed ecco allora che l’uomo mi corse incontro fingendo un po’ di interesse verso l’accaduto, ma il fittizio interesse diventò reale quando vide la valigia semiaperta, dalla quale spuntava qualche “bigliettone”… Forse non era così malcapitato quel soggetto all’apparenza spaventato e stralunato!
Ed io, effettivamente un po’ frastornato, guardavo il viso di quel signore che mi osservava con così tanta curiosità, sentendolo in qualche modo familiare… poteva essere un abitante della zona, oppure una persona conosciuta ai tempi delle scuole, oppure… un vecchio amico di giochi! Ecco, lui mi ricordava proprio un mio vecchio amico, con cui amavo perlustrare i campi e nascondermi dietro gli alberi, quando i nostri genitori iniziavano a spaventarsi per la nostra assenza!
Non ricordavo il nome, ma quando fu a 2 centimetri dalla mia faccia, anche lui ebbe un attimo di smarrimento, per poi esclamare a gran voce il mio nome!
Ebbene sì, dopo tanti anni ci eravamo ancora riconosciuti! Ci abbracciammo per terra, contenti della scoperta fatta!
Il mio viaggio, in fondo, non si era rivelato vano, avrei potuto condividere tanti ricordi con il mio amico ritrovato, e magari dormire con lui come da bambino, quando ci addormentavamo nella sua stalla dopo aver corso per ore attraverso quella campagna incontaminata, avrei… ma dopo qualche minuto, ricordai il motivo per cui ero giunto fin lì, ed interrogai il mio vecchio amico.
Lui capì, e mi disse che i miei genitori erano tornati in quel luogo per cercare di ricostruire il loro nido, confidando nel vedermi ritornare, ma gli anni passarono, loro si ammalarono ed abbandonarono la speranza di riabbracciarmi, così vendettero tutto il terreno ad un ricco possidente, e si isolarono in qualche vecchio ricovero.
Il mio amico aveva intanto racimolato un po’ di soldi, tanto da poter investire in quel terreno e realizzare uno dei supermercati più frequentati nella regione: anche lui amava quei posti, ed era fiero di poterci costruire il suo futuro…
Ora però era consapevole che avrebbe dovuto condividere quella fortuna con me, quale legittimo proprietario del terreno che mi aveva visto nascere e crescere…!
E fu così che mi offrì l’opportunità di mettermi in società con lui, magari realizzando anche un piccolo ricovero per anziani, un’oasi di pace ove i vecchietti non si sentissero più soli!
Che dire: io accettai subito, gioendo all’idea di aver ritrovato un caro amico… anche se avevo ormai perso l’affetto dei miei cari!
MORALE: CARI BAMBINI, GODETEVI I VOSTRI AMICI PERCHÈ NELLA VITA POTREBBERO RIVELARSI PREZIOSI ALLEATI!
